Il Tirreno

Pontedera

Il dolore

Pisa, l’addio a Zoe fra lacrime e palloncini: «Continuerai a pattinare nel cielo»

di Lorenzo Carducci

	L'ultimo saluto (foto Stick), in alto la piccola Zoe
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L'ultimo saluto (foto Stick), in alto la piccola Zoe

In centinaia al funerale della bambina di 7 anni morta dopo essere stata investita. Sul feretro una sua foto, una gonnellina rosa e la felpa della Grifondoro. Presente anche il nonno portato con l’ambulanza

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PISA. Decine di compagni della scuola seduti sull’altare, a pochi metri dalle amiche del pattinaggio. Zoe è in mezzo a loro, una comunità di bambini che se il mondo avesse un senso non dovrebbero trovarsi lì, al funerale di una coetanea morta a soli sette anni dopo essere stata investita mentre attraversava la Tosco Romagnola insieme al nonno materno, mercoledì 30 settembre a Montione.

Le lacrime

Sopra il feretro bianco il gonnellino rosa con cui sapeva volare sui pattini, la felpa della sua famiglia sportiva Grifondoro Acadamy, i fiori e una sua foto in primo piano, capelli biondi, occhi azzurri e un sorriso radioso. Sulle centinaia di volti che ieri hanno gremito la chiesa di Putignano e il suo piazzale esterno, sgorgavano invece inevitabilmente le lacrime. Dai più piccoli ai più grandi, bambini e maestre della scuola elementare Pascoli di San Frediano a Settimo e dell’istituto comprensivo De André, compagne e istruttrici del pattinaggio artistico, amici di famiglia, colleghi militari del padre, paracadutista della Folgore, autorità presenti e cittadini di Cascina che ieri, 9 ottobre, si è fermata per il lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta e minuti di silenzio negli istituti e negli esercizi commerciali.

Comunità sotto choc

Un’intera comunità sconvolta per la perdita di una bambina «dolce, sensibile e altruista, che portava con sé una grazia, una delicatezza e una gioia contagiosa», alla quale in questi giorni sono stati dedicate veglie di preghiera, momenti di raccoglimento e una raccolta fondi online a sostegno dei familiari. «In questa chiesa Zoe è stata battezzata, la sua sorella ha fatto la prima comunione e i suoi nonni hanno festeggiato i cinquant’anni di matrimonio» le parole del parroco don Andrea Antonelli, accompagnato nella cerimonia da altri cinque preti. Se non esiste una parola per un genitore che perde un figlio, men che meno ne esiste una per chi perde un nipote. Come il nonno materno di Zoe, 78 anni, che quel giorno la teneva per mano prima che l’arrivo dell’auto guidata da un suo coetaneo segnasse un prima e un dopo, e che trascorsi gli ultimi giorni all’ospedale ieri è arrivato al funerale con l’ambulanza.

Il cappellano militare della Folgore, padre Michele Mangialardi, ha rivolto parole anche a lui, alla moglie e ai nonni paterni, dopo quelle spese per la mamma Vanessa, «la prima pista da pattinaggio di Zoe», il padre Pietro, «il cui essere papà di Zoe resta la divisa più bella» e la sorella maggiore, che «avrà sempre un angelo custode dalla propria parte». «Zoe adesso pattinerà nel cielo» c’è scritto nella dedica all’ingresso della chiesa.

I palloncini bianchi 

All’uscita tanti palloncini bianchi si staccano dalle mani e si arrampicano nell’azzurro tra le nuvole, qualcuno rimane sotto il tetto come se non se volesse andare. «Ognuno è un ricordo di Zoe» dice padre Michele, che per evocare quanto la vita sia un dono cita Jovanotti, Renato Zero e Biagio Antonacci. «Quanta vita sei, quanta vita insieme a te». Dopo il lancio di palloncini una serie di applausi rompono il silenzio.

«Grazie alla donazione dei suoi organi, Zoe continuerà a vivere – aggiunge don Antonelli – il suo cuore continuerà a battere ad amare e il suo fegato ad essere simbolo del suo coraggio». E per un momento sembra quasi di vederla, nei mosaici colorati sulla parete laterale della chiesa e nei palloncini che si alzano nel cielo, come se volteggiasse sui suoi pattini sorridendo alla famiglia, ai piccoli amici e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere anche solo per poco tempo irrorati dalla sua luce.

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