Livorno, sequestri sul Rio Maggiore. Il Genio civile: «Qualcuno ha manomesso gli accumuli di terra»
L'ingegner Enzo Di Carlo: «Escludo sia stata la ditta, rifiuti esterni dal cantiere». I cumuli sarebbero stati trasportati lì lunedì 21 settembre, poi stando alla ricostruzione del dirigente la "contaminazione"
LIVORNO. «Di certo il materiale trovato non proviene dall’area dei lavori. E tendo a escludere che possa essere stato messo lì dalla ditta. Vorrei d’altra parte precisare che non è stato sequestrato l’intero cantiere ma sono state delimitate le aree in cui erano presenti i cumuli di terra con i rifiuti». A dirlo è l’ingegner Enzo Di Carlo, dirigente del Genio Civile Valdarno Inferiore della Regione Toscana, cioè l’ente che ha progettato e appaltato tutti i lavori di messa in sicurezza idraulica post alluvione. Compresi quelli in cui si trova l’area sottoposta a sequestro preventivo, che è inserita negli interventi per lo stombamento del tratto 6 (Cattaneo-Toti) del Rio Maggiore.
Qui di recente c’è stato il collaudo dei nuovi spogliatoi del Livorno 9 ed è previsto che a breve si proceda alla demolizione di quelli vecchi, posizionati sopra l’alveo tombato. In via Cattaneo, inoltre, è stato aperto un bypass stradale nell’ottica della costruzione del nuovo ponte sul fosso. E il Rio Maggiore sarà stombato verso monte nel tratto, appunto, dei vecchi spogliatoi. È contestualmente a questo progetto che la ditta incaricata (in origine la I.G.C. che ha poi subappaltato l’intervento alla TecnoWellpoint e che in città non ha in capo altri lavori di messa in sicurezza idraulica) nei giorni scorsi ha prelevato del terreno sopra il vecchio tombamento per poi accumularlo nella zona dei vecchi spogliatoi con l’intenzione di riutilizzarlo.
«La ditta – spiega Di Carlo – ha iniziato lunedì 21 a spostare la terra e i primi cumuli erano puliti. I rifiuti, per la maggior parte composti materiale ligneo e plastico, sono emersi dopo e non sono materiale di risulta dal cantiere. Quest’ultimo viene infatti sempre esaminato e, in caso di necessità, separato. Dopodiché la prassi prevede che si proceda eventualmente al trasporto in discarica o verso il recupero». Se non erano già dentro al cantiere, dunque, i rifiuti che hanno portato al sequestro dei cumuli sono stati messi lì da qualcuno. Che poi è quanto segnalato dai cittadini. «Come detto, la prima terra, quella trasportata lunedì 21, era pulita. Dunque qualcuno deve aver manomesso il cumulo segnalato». Di Carlo esclude d’altra parte che «i rifiuti scaricati sull’argine restino lì, perché saranno rimossi, e comunque nessun rifiuto è finito dentro l’alveo».
Le indagini, d’altra parte, sono appena iniziate. Il direttore dei lavori e il responsabile della ditta dovranno essere sentiti ed è possibile che siano disposte ulteriori verifiche sul materiale interrato. E in attesa di capire in che direzione si andrà viene da chiedersi quanto tutto questo inciderà sul prosieguo del cantiere e, di conseguenza, sulle tempistiche di lavori che – tra lo stombamento di un tratto e l’altro – impatta da anni su questa parte della città.
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