Livorno, il prefetto apre la porta al comitato degli orti urbani
Dionisi riceve le rappresentanti nel giorno del Cosp saltato: «Siamo soddisfatti, sgombero non imminente: medierà»
LIVORNO. Un po’ a sorpresa ieri pomeriggio (18 settembre) il prefetto Giancarlo Dionisi ha aperto le porte del suo ufficio al comitato di cittadini che da quattordici anni occupano abusivamente i terreni di via Goito, per impedire nuove edificazioni.
Il Cosp (comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica) che era stato convocato in mattinata alla presenza del sindaco, delle forze dell’ordine e del costruttore che si è aggiudicato l’area all’asta, Stefano Frangerini, alla fine non c’è stato: come anticipato dal Tirreno, lo stesso Dionisi ha deciso in extremis di rinviarlo a data da destinarsi.
Nel pomeriggio alle 16 ha però incontrato i rappresentanti del comitato, che gli avevano chiesto di essere ricevuti. Le rappresentanti, in realtà, quattro donne: Giada Ciari, Silvia Bellini, Elena Bernini e Arianna Benedetti.
Un dialogo di mezzora che evidentemente, almeno per ora, ha soddisfatto il comitato. Dall’assemblea cittadina convocata poco dopo agli orti, il commento rilasciato al Tirreno è stato infatti questo: «Per ora siamo soddisfatti perché il prefetto ci ha spiegato che il Cosp è stato annullato proprio perché non c’è l’intenzione di uno sgombero imminente. Ha detto che è disponibile a mediare in questa situazione. Che è un problema squisitamente di carattere ambientale e che l’area deve essere preservata al cento per cento. Dall’altra parte ha ricevuto da noi la garanzia che se ci sarà la certezza che resterà tutto a verde pubblico, l’indomani finirà subito l’occupazione. Ora ci prepariamo al tavolo istituzionale di lunedì in Comune».
Contattato dopo l’incontro, il prefetto non ha rilasciato dichiarazioni. Dal palazzo del governo è stata però confermata la volontà di avviare un percorso di ascolto e di mediazione. La linea di Dionisi sarebbe quella di ascoltare le diverse posizioni dei soggetti coinvolti in questa vicenda, partendo proprio dalla rilevanza ambientale di un’area verde di così ampie dimensioni (oltre sei ettari) nel cuore della città.
Resta il fatto che stiamo parlando di uno spazio privato, aggiudicato all’asta in tribunale a un imprenditore, che tra l’altro, tra una manciata di settimane, tra fine ottobre e inizio novembre, dovrà decidere se acquistarlo definitivamente saldando il prezzo (al contrario perderà la caparra versata, oltre 100mila euro su un’offerta di un milione e 160mila).
A quanto risulta al Tirreno, Dionisi si è confrontato anche con Frangerini dopo i blitz subiti in tre cantieri e la lettera che il costruttore aveva scritto chiedendo l’intervento della prefettura.
Il prefetto – che andrà in pensione il primo novembre – sembra così aver scelto più la strada degli “incontri bilaterali”, che del tutti al tavolo. E soprattutto non ha dato seguito al Cosp, che tante volte per altri temi ha invece convocato in città. Intenderebbe ascoltare e avvicinare le diverse posizioni, promuovere una mediazione istituzionale. Verificando anche la possibilità di individuare una soluzione alternativa per l’aggiudicatario.
Ma è chiaro che qui ci si muove su un filo sottile, soprattutto per chi è nelle istituzioni. Lo ricordava ieri mattina una nota scritta a due mani dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Alessandro Palumbo e Andrea Dinelli, rivolta però al sindaco, che con una proposta di emendamento (accolta, non con facilità, dalla maggioranza) ha dato seguito alla proposta di Pietro Panciatici (Bl) e Camilla Barontini (Primo Polo) di aprire un tavolo istituzionale sugli orti. Lunedì sono invitati a sedersi al tavolo del sindaco in Comune sia Frangerini che il comitato. «Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale – hanno scritto Palumbo e Dinelli – Salvetti ha proposto un emendamento alla mozione che di fatto riconosce il comitato orti urbani quale interlocutore da invitare ai tavoli istituzionali. Riteniamo che tale legittimazione costituisca un precedente pericoloso e un ulteriore segnale di assenza di coordinamento, se non di aperta sfida, nei confronti del prefetto». Così hanno chiesto al sindaco di «rientrare al più presto nell'alveo del diritto e delle procedure istituzionali» aggiungendo che «se così non sarà saremo costretti, a tutela delle istituzioni, della trasparenza e della legalità, a sollecitare l'intervento del prefetto affinché valuti se tali iniziative possano portare a rischio di procedura di commissariamento». Prefetto che, però, ieri ha ricevuto il comitato.
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