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Livorno

Violenza

Anziano di Livorno rapinato sul pianerottolo da due falsi addetti Asa: via oro e soldi

di Stefano Taglione
Poliziotti mentre soccorrono un anziano truffato (foto d'archivio)
Poliziotti mentre soccorrono un anziano truffato (foto d'archivio)

L’agguato in una casa di via di Salviano, a Colline: i truffatori lo hanno aggredito per fuggire. Gli hanno strappato le banconote dalle mani e sottratto una pistola da collezione

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LIVORNO. Si sono presentati alla porta di casa come falsi addetti dell’Asa, l’Azienda servizi ambientali, convincendolo a consegnare l’oro custodito fra le mura domestiche. Poi, per fuggire, lo hanno spinto strappandogli pure alcune banconote dalle mani.

Il bottino

È una truffa che si è trasformata in rapina quella avvenuta nella mattinata di martedì 8 settembre in un appartamento di via di Salviano, nel quartiere di Colline, dove un uomo è stato derubato dei gioielli, dei soldi e anche di una pistola da collezione che poteva regolarmente detenere.

La tecnica

L’episodio – purtroppo non l’unico nell’ultimo periodo in città – riaccende l’allarme sull’odiosa piaga dei raggiri ai danni delle persone più fragili. Stavolta la truffa non è stata preceduta da nessuna telefonata. Semplicemente la coppia di malviventi è entrata nel palazzo e con la scusa di un controllo sugli impianti idrici o del gas è riuscita a guadagnare la fiducia della vittima, farsi aprire la porta e consegnare pure denaro e preziosi. L’uomo per fortuna non ha avuto bisogno delle cure mediche.

Le indagini

L’Azienda servizi ambientali, ovviamente, con quanto accaduto non c’entra niente. Chi ha agito non era certamente un dipendente della società di via del Gazometro, ma una coppia di banditi su cui ora sono sulle tracce i poliziotti, intervenuti con un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, poi raggiunti dai colleghi della scientifica e della Squadra mobile, che indagano – sotto il coordinamento della procura – guidati dal vicequestore Riccardo Signorelli. Nell’ultimo periodo gli agenti erano riusciti ad arrestare alcuni truffatori grazie a telecamere e indagini lampo. In un caso un uomo era stato atteso e fermato in stazione.

I consigli

Lo schema utilizzato è ben collaudato. Poliziotti e carabinieri, nei centri anziani, cercano di incontrare a più riprese la popolazione sensibilizzando su cosa non fare in questi casi. Quasi sempre – anche se non in questo caso – è una telefonata concitata che annuncia un grave incidente o l’arresto imminente di un figlio o di un nipote, chiedendo subito denaro o gioielli per evitare conseguenze penali. Seguire poche regole fondamentali può fare la differenza per fermare gli odiosi raggiri. Diffidate dalle telefonate d’urgenza: nessuna forza dell’ordine, avvocato o assicuratore chiama a casa per chiedere pagamenti immediati in contanti o in oro per liberare un parente fermato in una caserma o in questura. Non consegnate mai oggetti di valore: non aprite mai la porta agli sconosciuti che si presentano a domicilio per «ritirare la cauzione» per gli oggetti preziosi, neanche se dicono di essere mandati dalle forze dell’ordine. Non è mai vero: sono truffatori. Prendete tempo e verificate: se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate. Chiamate il parente interessato per accertarvi delle sue condizioni usando un numero in vostro possesso. Controllate la linea telefonica: spesso i truffatori la mantengono occupata senza riagganciare per impedire che facciate altre chiamate. Verificate quindi che il segnale sia libero o usate il cellulare. Solo così si possono fermare.


 

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