Livorno, scagionato per la rapina alla Snai: «Non ha derubato il senzatetto»
Il venticinquenne Doso Halilovic è stato assolto: «Il fatto non sussiste». Il giovane un anno fa era stato arrestato in viale Carducci
LIVORNO. Assolto perché «il fatto non sussiste». Si chiude così la vicenda giudiziaria che aveva portato in carcere Doso Halilovic, 25 anni, arrestato per aver tentato di rapinare un senzatetto africano alla fermata del bus di viale Carducci, davanti alla sala scommesse Snai. Il giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno ha ritenuto che gli elementi raccolti durante le indagini non fossero «sufficienti a dimostrarne la responsabilità».
Il fatto risale al 28 settembre dell’anno scorso quando, stando alle parole del clochard, il giovane avrebbe cercato di impossessarsi dei 90 euro da lui appena vinti alla Snai. Il venticinquenne, secondo l’accusa, prima avrebbe tentato di sottrargli i soldi dalle mani, poi lo avrebbe minacciato e infine aggredito per strapparglieli. L’arresto era scattato subito, con i carabinieri intervenuti dopo l’allarme al 112. Halilovic, assistito dall’avvocato Nicola Giribaldi, anche al Tirreno all’epoca dei fatti aveva però fornito fin dall’inizio una versione completamente diversa. Il giovane aveva ammesso la discussione, negando tuttavia di aver tentato di rapinare l’uomo. Aveva spiegato ai carabinieri, e poi durante l’udienza di convalida, di essere intervenuto perché il senzatetto, stava importunando lui e altre persone. Una ricostruzione che la difesa aveva sostenuto anche davanti al giudice. Ed è proprio sulla solidità delle prove che si concentra la motivazione della sentenza.
Per il giudice l’unico elemento raccolto dalla polizia giudiziaria a sostegno dell’accusa era rappresentato dalle dichiarazioni del senzatetto. L’uomo aveva raccontato ai carabinieri che, dopo essere stato minacciato, Halilovic avrebbe cercato di strappargli dalle mani i 90 euro appena vinti. Ma quella versione non ha trovato altri riscontri. In particolare, le immagini delle telecamere acquisite agli atti permettono di vedere la colluttazione fra i due uomini, ma non consentono di stabilire che Halilovic stesse cercando di impossessarsi del denaro. Un passaggio decisivo, perché il filmato non confermerebbe dunque l’elemento centrale dell’accusa: il tentativo di rapina.
Non solo. Anche le numerose persone che si trovavano lì non sono state identificate né sentite formalmente. «La versione resa dalla persona offesa – osserva il giudice nella sentenza – non ha trovato alcun elemento di riscontro» né nelle immagini né nelle informazioni dei presenti. In questo quadro, secondo il tribunale, non era possibile escludere la ricostruzione fornita dall’imputato già nell’immediatezza dei fatti. Una versione che, scrive il gip, trova anche un «adeguato supporto logico» nella circostanza che una presunta aggressione si sarebbe verificata «in pieno giorno ed alla presenza di plurimi passanti».
Del Forno prende inoltre in considerazione le condizioni della presunta vittima, ritenendo possibile che l’uomo possa aver frainteso le intenzioni di Halilovic «anche per problemi connessi alla lingua» e per la situazione di «grave alterazione» nella quale si trovava, essendo ubriaco. La procura aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi e 633 euro di multa, dopo aver riconosciuto «le attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva e applicato le riduzioni previste per il tentativo e per la scelta del rito abbreviato». La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione. Poi il gip ha accolto la tesi difensiva e ha assolto Halilovic.
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