Fiorentina, cosa c’è dietro l’esonero di Fabio Grosso (c’entra anche Mastantuono)
Non sono piaciute ai vertici della società gigliata anche alcune dichiarazioni pubbliche dell’ex allenatore viola
FIRENZE. I motivi che hanno portato la Fiorentina già nella tarda serata di ieri a esonerare Fabio Grosso (con il ritorno di Paolo Vanoli), dopo appena tre gare di campionato, è stata la valutazione fatta da parte della proprietà del club e del direttore sportivo Fabio Paratici in merito allo scarso feeling maturato fra il tecnico e i calciatori a propria disposizione, oltre che fra l'allenatore e la dirigenza.
Non sono piaciute ai vertici della società gigliata anche alcune dichiarazioni pubbliche di Grosso, che, per esempio, non aveva nascosto di aver rinunciato mal volentieri a Moise Kean nella partita casalinga contro il Frosinone del 29 agosto. Poco apprezzate pure le parole del fresco ex tecnico gigliato a commento della sessione estiva del calciomercato, terminato poco meno di una settimane fa, con le quali aveva sottolineato il mancato completamento della rosa, che per lui avrebbe dovuto comprendere almeno due giocatori per ruolo, e l'assenza di elementi di esperienza, in particolar modo a centrocampo.
Infine, non è stata gradita da parte del club la sostituzione di Franco Mastantuono all'intervallo della sfida contro il Torino, visto che la Fiorentina punta moltissimo sul talento arrivato in prestito dal Real Madrid, bocciato invece da Grosso, che evidentemente non lo vedeva adatto per il suo 4-3-3.
Da registrare a ruota il coro alzatosi nell'ultima partita casalinga, da parte di gran parte dello stadio Franchi, che aveva chiesto a gran voce proprio l'esonero di Grosso, quest'ultimo accusato dalla tifoseria organizzata di un applauso e un sorriso ironico rivolto proprio ai sostenitori del team viola.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
