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Livorno, piromane incendia sei cassonetti: neonata di sette mesi all’ospedale

di Stefano Taglione

	Un pompiere impegnato a spegnere un cassonetto a fuoco (foto d’archivio)
Un pompiere impegnato a spegnere un cassonetto a fuoco (foto d’archivio)

Caos nella notte: la piccola, in condizioni non gravi, con i genitori ha respirato il fumo. Il rogo è sicuramente doloso

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LIVORNO. Sei cassonetti per la raccolta differenziata incendiati. E tre persone che, dopo aver respirato il fumo acre della spazzatura in decomposizione, per precauzione sono state trasportate al pronto soccorso dai volontari della Misericordia di via Verdi, giunti sul posto con due ambulanze. Fra loro una bambina di sette mesi, accolta al triage insieme ai genitori per la lieve intossicazione dovuta allo scoppio del rogo, sicuramente doloso.

La mappa

L’emergenza incendi è scattata attorno alle 3 della notte fra giovedì scorso e ieri 3 luglio. Numerose le segnalazioni giunte al 112, con la centrale operativa unica di Firenze che ha girato tutte le chiamate alla sala di coordinamento dei pompieri di via Campania, in Coteto. Il primo allarme ha riguardato Borgo Cappuccini, dove un cassonetto era stato dato alle fiamme da una persona, notata poi fuggire da un residente. Poi due episodi analoghi a poche centinaia di metri, da via del Bosco, all’incrocio con via Roma. Uno dei bidoni incendiati si trovava proprio davanti al “Pam Local”, il piccolo market della zona.

Poi altri tre episodi dolosi hanno riguardato via Ottaviano Targioni Tozzetti, a pochissima distanza. Proprio qui due genitori e la loro figlia di sette mesi, dopo aver respirato il fumo acre di uno dei contenitori in fiamme, sono stati soccorsi dai volontari della Misericordia di via Verdi e accompagnati al pronto soccorso di viale Alfieri su due ambulanze. Fortunatamente le loro condizioni di salute non hanno mai destato particolare preoccupazione e nel corso della giornata di ieri sono stati dimessi. L’apprensione era soprattutto per la neonata, che però non ha avuto conseguenze per la sua salute. Uno spavento enorme, per il babbo e la mamma, che si sono ritrovati la casa invasa dal fumo nero dei rifiuti andati a fuoco. L’ipotesi è che, per tutti e sei gli atti incendiari, ci sia dietro la stessa mano. Ma dovranno essere le indagini a metterlo nero su bianco.

Gli accertamenti

I vigili del fuoco del nucleo investigativo sono già al lavoro per stabilire esattamente cosa sia accaduto, ovvero come è stato appiccato il fuoco nei vari casi, anche se non ci sono dubbi sull’origine, che è senza dubbio dolosa. Innanzitutto lo dice un testimone, che ha visto fuggire un uomo subito dopo aver incendiato uno dei cassonetti. Poi lo certificano i primi rilievi. Sul posto  sia in via Ottaviano Targioni Tozzetti, che in Borgo Cappuccini e via del Bosco, distanti comunque poche centinaia di metri fra loro – sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno avviato la prima parte delle indagini, che poi in tandem con i pompieri procederanno con i colleghi della Squadra mobile della polizia di Stato, coordinata dal vicequestore Riccardo Signorelli. L’obiettivo, magari attraverso le telecamere della zona, è dare un volto e un nome al piromane che ha appiccato i roghi in città.

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