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Livorno

Il processo

Livorno, a settembre la sentenza sulla rissa con le scimitarre di via Buontalenti

di Stefano Taglione
Un'immagine del caos di via Buontalenti
Un'immagine del caos di via Buontalenti

L'episodio di cinque anni fa, molto simile a quanto accaduto "Salesiani" e "Magenta", si concluderà con il primo grado di giudizio

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LIVORNO. Parlerà l’ultimo testimone, poi si chiuderà l’istruttoria dibattimentale e potrebbe arrivare la sentenza. La maxi-rissa del 15 settembre 2021 di via Buontalenti, la guerriglia urbana che sconvolse il centro e la zona del mercato in particolare, esattamente cinque anni dopo, al termine dell’estate, potrebbe concludersi nel primo grado di giudizio. Quella sera, poco prima della mezzanotte, una ventina di persone si affrontarono in strada armate di sedie, bastoni, coltelli, machete, una scimitarra lunga quasi un metro, una fiocina da pesca e perfino una pistola a salve.

Le immagini riprese dai residenti dalle finestre fecero rapidamente il giro della città e contribuirono alle indagini coordinate dal pm Massimo Mannucci e delegate ai carabinieri. Secondo l’accusa tutto sarebbe iniziato con il danneggiamento di una Volkswagen Golf appartenente a una livornese, compagna di un tunisino. L’auto venne presa a bastonate, con tutti i vetri infranti. All’interno furono distrutti anche un passeggino e un tablet, mentre dall’abitacolo sarebbe stato rubato un iPhone 12. Da lì la situazione degenerò rapidamente fino allo scontro tra due fazioni rivali, una delle quali sostenuta da un gruppo di connazionali arrivati da Bergamo.

Il bilancio fu pesante. Il libico Omar Chaieb e il tunisino Ahmed Hacena rimasero feriti e finirono in ospedale con lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 20 e 15 giorni. Il primo riportò un trauma cranico con una ferita al cuoio capelluto provocata da un’arma da taglio e contusioni a un braccio, mentre il secondo venne raggiunto da un fendente alla schiena. Sono 20 gli imputati. Tra loro figurano Omar Chaieb e Ahmed Hacena, oltre ai tunisini Anouar Souai, Ahmed Nebli, Mohamed Ennaceur Hamdi (arrestato per la rapina all’Arkan Food), Tarek Kouki, Mohamed Bahri, Ali Rezgui, Selim Sghaier, Bilel Ben Morad, Taha Amraoui, Omar Boukhadra, Sofiene Mouradi e Khaled Akkari.

Del gruppo proveniente dal Bergamasco fanno invece parte Adnen Marieh, Bilel Bedhaui, Houssem L'Amiri, Sami Mhissen, Ali Zaghdoud e Slim Hacana. Secondo la procura, oltre alla rissa, alcuni dei partecipanti avrebbero sottratto dal locale “Ex Victor”, in via Cosimo del Fante, otto sedie, quattro tavoli e due sgabelli, utilizzati durante gli scontri, esplodendo anche un colpo con una pistola a salve. Diciotto dei 20 imputati sono inoltre accusati delle lesioni provocate a Chaieb e Hacena (in pratica, ovviamente, tutti gli altri tranne loro). A quasi cinque anni da quella serata di violenza, il procedimento è alle battute finali. Salvo rinvii, dopo l’estate arriveranno la discussione e la sentenza di primo grado, destinata a fare chiarezza su uno degli episodi più gravi a Livorno, che somiglia proprio alla scia di violenza che da settimane sta sconvolgendo il centro della città e che, fortunatamente, potrebbe essersi conclusa con gli arresti e l’iscrizione nel registro degli indagati di 11 persone.

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