Livorno celebra il ritorno a casa della salma di Mascagni, 75 anni dopo
Due giorni di eventi: in piazza del Santuario la Messa di Gloria - Il programma
Livorno La celeberrima Messa di Gloria. Il maestro la compone nel 1888 a Cerignola. E sarà con quest’opera che il 20 giugno, in piazza del santuario, Livorno celebra il 75esimo anniversario del “ritorno a casa” di Pietro Mascagni. Nel lontano giugno 1951, infatti, la salma del compositore di fama mondiale torna da Roma nella sua città, per riposare finalmente in pace. «Vogliamo rievocare Mascagni in modo formale come all’epoca: non potevamo non celebrare questo anniversario e, come Modigliani Produzioni, abbiamo coinvolte numerose realtà che non hanno esitato a contribuire a rendere questa due giorni celebrativa di sicuro interesse artistico e storico: dall’amministrazione Comunale, alla Fondazione Teatro Goldoni, al Mascagni Festival – di cui questo evento segna l’anteprima della sua settima edizione ed ovviamente il santuario della Madonna di Montenero. A loro va il nostro più sentito ringraziamento: Pietro Mascagni è un patrimonio della città di Livorno e la sua figura e le sue opere ne portano orgogliosamente il nome in tutto il mondo, oggi come nel passato». Così Mario Menicagli, presidente di Modigliani Produzioni, promotore della due giorni (Il Tirreno è media partner). Il 20 giugno, alle 21 Menicagli sarà in piazza del Santuario a dirigere “Messa di Gloria in fa maggiore”, per soli, coro e orchestra (musica di Mascagni). In apertura “Inno del Sole” da Iris di Mascagni con la partecipazione straordinaria di Emanuele Barresi (ingresso libero fino esaurimento posti).
«Ricordare i 75 anni dal ritorno della salma di Pietro Mascagni a Livorno, sua città natale è un modo di riappropriarsi dell'identità cittadina, infatti l'evento ha un profondo valore simbolico. Segna il momento in cui Livorno rivendica la propria storia e il proprio orgoglio attraverso il legame con il suo illustre cittadino, la cui figura è stata per troppo tempo messa in ombra», va avanti Angela Rafanelli, assessora alla Cultura.
Nel giugno 1951 le spoglie del maestro tornarono a casa: il corteo funebre fu accolto da una folla immensa, attraversò la città, in un clima di grande commozione. Il sindaco Furio Diaz, dichiarò che queste celebrazioni sancivano “la cessazione di una deficienza che ogni giorno diventava sempre più intollerabile…”. Non mancarono ovviamente grandi eventi artistici. La piazza del Santuario diventò il palco dell’esecuzione di brani iconici della produzione mascagnana, tra cui il grandioso “Inno del Sole”. E poi il Goldoni con la messa in scena di Cavalleria rusticana, Iris, Parisina, sotto la direzione di un direttore mascagnano per eccellenza: l’immenso Gianandrea Gavazzeni. E poi l’infinita Chiesa del Soccorso, capace di contenere 8mila persone per assistere alla Messa di Requiem di Lorenzo Perosi da lui stesso diretta. «Figure come Mascagni segnano il presente insieme al passato: il nostro compito è riportarle in vita», prosegue il direttore della Fondazione Goldoni Massimiliano Mautone.
La due giorni di celebrazioni si apre venerdì 19 giugno, all’Hotel Palazzo col convegno “1951: il ritrovato abbraccio”. Qui esperti, dalle 17, affronteranno le questioni legate all’ultimo periodo creativo e della vita del musicista, fino ad indagare il tema del rapporto tra Mascagni e il regime. Tra i relatori: Emanuele Barresi con una narrazione del politico Furio Diaz, il saggista Fulvio Venturi, il docente Enrico Mannari, Massimo Sanacore e il prof di storia contemporanea Fabio Bertini. Alle 19, il giardino della sala Marconi vedrà invece esibirsi il maestro Massimo Signorini e l’ensemble dell’Orchestra del Teatro Goldoni con pagine mascagnane. Sabato 20 giugno alle 21, poi, l’evento in piazza del Santuario. Tra i protagonisti il tenore Alexander Jarl Thorsteinsson , il baritono Leonardo Galeazzi; Marco Fornaciari violino solista; l’orchestra del Goldoni “Massimo de Bernart”; il coro del Teatro Goldoni in collaborazione con Società corale pisana. Maestro del coro Maurizio Preziosi.
«Dobbiamo ricordare Mascagni nell’innovazione, non solo nella tradizione: è necessario trovare sempre qualcosa di nuovo da offrire come valore aggiunto al festival che sta crescendo di anno in anno», prosegue il direttore del Mascagni festival Marco Voleri.
La presentazione si chiude con la proiezione di un video che mostra filmati del giugno 1951 durante il corteo funebre di Mascagni a Livorno. l
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