Livorno, col coltello e una spranga in Corea. Poi aggredisce i poliziotti: arrestato
Il ventottenne è accusato di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e tentata rapina. Il caos proseguito sull'ambulanza della Misericordia
LIVORNO. Armato con un coltello e una spranga ha seminato il panico prima in via Firenze, poi in Corea. Alla fine, dopo decine di minuti di terrore, i poliziotti sono riusciti a scovarlo, arrestandolo per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e denunciandolo per tentata rapina. È stata una mattinata di paura e tensione quella vissuta lunedì 11 maggio alla periferia nord della città, dove un ventottenne tunisino – Elyes Fehri il suo nome – è stato fermato dagli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, dopo che attorno alle 8 aveva terrorizzato i passanti. Su quanto accaduto, in ogni caso, sono in corso ulteriori approfondimenti, in particolar modo sull’accusa di tentata rapina, reato per il quale non è stato arrestato, ma denunciato stando a quanto appreso almeno nell’immediatezza dei fatti.
L'operazione
I poliziotti, che segnalazione dopo segnalazione si sono messi a perlustrare tutte le zone indicate, sono riusciti con non poca fatica a fermarlo. Fehri, che abita nel rione di Corea, aveva dato in escandescenze, rappresentando – secondo l’accusa – un serio pericolo per tutti coloro che stavano transitando nel quartiere. Gli agenti, prima di bloccarlo, sono riusciti a trovare il coltello e la spranga, poi lo hanno individuato e portato nelle celle di sicurezza della sede secondaria della questura, in viale Boccaccio. Durante l’operazione sono stati aggrediti.
Il soccorso
Non è chiaro come mai il ventottenne si trovasse in quello stato di alterazione. Era in oggettiva difficoltà, per questo nella sede dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, dov’era stato trasferito per essere identificato, è stato fatto intervenire un equipaggio della Misericordia di via Verdi, giunto con un’ambulanza insieme all’automedica dell’Asl Toscana nord ovest con a bordo il medico e l’infermiere del 118. Secondo una prima valutazione sanitaria, il ventottenne aveva bisogno di essere accompagnato in ospedale e così è stato. Sull’ambulanza, fra l’altro, ha inveito contro i soccorritori della confraternita e sputato nel mezzo. La presenza dei poliziotti, tuttavia, ha rassicurato i volontari, che hanno potuto lavorare un po’ più tranquillamente. Dopodiché, al termine del breve tragitto fra viale Boccaccio e via Gramsci, è stato dato in consegna al personale del pronto soccorso.
L’arresto
In ospedale, Fehri, è rimasto piantonato dai poliziotti, che non lo hanno mai lasciato solo, dato che era sotto custodia. Una volta dimesso è stato riportato nelle celle di sicurezza della sede secondaria della questura. Qui è stato arrestato con le accuse di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, con la denuncia per il reato di tentata rapina. Il giovane, per il quale a breve si terrà l’udienza di convalida dell’arresto, ha nominato come legale di fiducia l’avvocato Luciano Picchi.
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