La tragedia
Da Livorno al mondo, i sapori labronici su nave Vespucci fanno il giro del pianeta - Ecco quali
Cacciucco, triglie e stoccafisso testimonial a bordo della livornesità: storie di cambusa e aneddoti
LIVORNO Il cacciucco alla livornese è certificato dall’Accademia Italiana della Cucina, così come le triglie e lo stoccafisso, sempre “alla livornese”. Come tante ricette espressione della cucina di territori diversi, i tre piatti di casa nostra sono anche da esportazione. E una volta usciti dai confini locali diventano espressione della nostra storia, della nostra cultura e del nostro “essere di Livorno”. Quindi si è parlato del cibo come veicolo di scambio e conoscenza, a maggior ragione se a portare i piatti tipici è la testimonial per eccellenza dell’Italia nel mondo, ovvero la nave scuola a vela Vespucci. Quindi non poteva mancare un cacciucco preparato, in questo caso, dai cuochi del Circolo ufficiali M.M. Mimbelli.
L’evento dell’Accademia della Cucina è stato uno degli appuntamenti clou della Settimana Velica che si conclude oggi ed è stato accompagnato dal capitano di vascello Tommaso Faraldo che ha evidenziato come la nave scuola che forgia i futuri ufficiali sia una testimonial fantastica anche per il cibo.
Faraldo, che è stato a bordo per tutta la durata del tour mondiale 2024- 2025, ha aperto il suo diario. Partendo da scorte e rifornimenti della cambusa, ha cominciato a raccontare. «Quando siamo arrivati in Argentina, a Buenos Aires pensavamo di poter degustare i gamberi che troviamo surgelati al supermercato. E invece no, dei gamberi neppure l’ombra, laggiù non mangiano pesce. Appena pescato lo congelano e lo inviano subito, gamberi compresi, negli Stati Uniti e in Europa».
E a proposito della pasta: «Gli spaghetti, le mezze maniche e qualsiasi altro taglio di pasta, sono fondamentali per i pasti a bordo. Ma durante il giro del mondo c’è stato un contrattempo. Arrivando in Brasile, abbiamo terminato le scorte e in loco ne abbiamo acquistata della stessa famosa marca italiana. Ma quando l’abbiamo buttata in pentola, è venuta fuori una collosità che non conoscevamo. L’equipaggio si è allarmato e abbiamo dovuto trovare un container con pasta prodotta in Italia e non all’estero». Poi l’aneddoto della sosta a Tokyo, quando la sorella dell’imperatore, che mai può essere guardata negli occhi, è salita a bordo del Vespucci: «Le abbiamo offerto tè inglese, non un granché, ma i biscotti, preparati e cotti nel forno di bordo erano eccellenti».
La conferenza ha scandito le tappe del giro del mondo, suddiviso in due parti: prima di Capo Horn e dopo, quando grazie all’intesa di 11 ministeri le tappe della nave scuola sono state accompagnate dal Villaggio Italia. A bordo, nei 2 anni del tour, oltre un milione e 200mila persone e 32 milioni visualizzazioni online.
Molti hanno degustato ricette di mare come la tartare di spada con melanzana croccate e bufala, le mezze maniche con ragù di ricciola e pomodorini gialli e rossi. I visitatori hanno anche partecipato a richiestissimi cooking show con chef stellati italiani e pizzaioli pluripremiati. Per festeggiare la cucina italiana nominata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Ad aprire l’evento il saluto dell’ammiraglio Alberto Tarabotto e dal delegato dell’Accademia della cucina Mauro Barbierato. Poi interventi dell’assessora Angela Rafanelli, della vicepresidente della Provincia Eleonora Agostinelli, del contrammiraglio Raffaele Cerretini e del prof Giuseppe Benelli.l
