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Livorno, sospeso il comandante dei vigili: starà tre mesi a casa senza stipendio

di Juna Goti
Livorno, sospeso il comandante dei vigili: starà tre mesi a casa senza stipendio<br>

L’Ufficio disciplinare ha chiuso il primo durissimo procedimento nei confronti di Orlando

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Livorno Il comandante della polizia municipale, Joselito Orlando, è stato sospeso dal servizio: da oggi, e per tre mesi, dovrà restare a casa, senza stipendio. È l’effetto del provvedimento disciplinare che gli è stato notificato martedì sera, dopo una serie di incontri fiume davanti all’Upd del Comune, dove si è presentato a più riprese negli ultimi giorni accompagnato dal suo avvocato. A firmare l’atto – che per ora è rimasto lontano da occhi che non fossero del diretto interessato o di chi lo ha scritto – è stato l’Ufficio procedimenti disciplinari, quello che in particolare si occupa dei dirigenti e che è presieduto direttamente dal segretario generale dell’ente.

Non si conoscono al momento i dettagli che hanno portato l’Ufficio a prendere questa durissima decisione, che non ha precedenti in municipio se si guarda al comando della polizia locale. Si sa però che erano almeno due i procedimenti aperti a carico di Orlando, e che il secondo scadrà nel mese di maggio: questa grave sospensione potrebbe quindi non essere l’unica “sanzione” possibile per il comandante, ma solo la prima.

Colpisce, ma non è un fulmine a ciel sereno, dopo mesi di scontri interni al corpo, segnalazioni disciplinari incrociate e accuse a mezzo stampa tra lo stesso comandante e una buona parte dei sindacati.

Orlando, romano di nascita e già al vertice della polizia locale nel napoletano, è diventato comandante a Livorno nel settembre del 2024. I primi sei mesi sono stati in salita guardando ai rapporti con il personale. Passato il periodo di prova, il sindaco Luca Salvetti lo ha comunque confermato al vertice, elogiandone la «grande preparazione», ma anche evidenziando che «la filosofia dei provvedimenti disciplinari» non poteva essere il faro guida, e raccomandando più armonia interna. I mesi successivi, però, non sono stati rose e fiori. Anzi, il clima interno si è inasprito anche di più. E pure il rapporto col sindaco è via via precipitato ai minimi.

Da una parte il comandante ha deciso parecchi provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dipendenti. Dall’altra sono arrivate segnalazioni e richieste di intervento anche nei suoi confronti (senza contare i 101 agenti che un anno fa avevano fatto ricorso contro le “pagelle” assegnate sul loro rendimento). Sta di fatto che a dicembre l’Upd ha aperto una prima istruttoria interna anche sul comandante.

Il resto è cronaca. A fine anno Orlando si è assentato per malattia: è rientrato dopo tre mesi, il 24 marzo, e subito è stato convocato per ore davanti ai dirigenti. Un incontro fiume, accompagnato dal suo legale, e seguito da altri faccia a faccia infiniti.

Nel mezzo è andato avanti il botta e risposta pubblico con i sindacati, che in particolare hanno puntato il dito contro il «conflitto di interesse che sussiste poiché è presente nel corpo, come ufficiale, sua moglie». Lui ha ribattuto che «da parte mia non sono mai stati assunti comportamenti, né prese decisioni o emanati atti e provvedimenti a favore o contro la mia coniuge». «Sono sereno», ha ripetuto in passato al Tirreno, perché «ho operato nell’interesse della città», «il resto sono illazioni e tentativi di discredito utilizzati per minare la reputazione e la credibilità di chi probabilmente è scomodo perché rispetta le regole ed è ligio al dovere».

Ma sul tavolo ora c’è un provvedimento disciplinare forte, che gli è stato notificato dopo settimane di verifiche. Cosa lo ha fatto scattare? È emerso che nell’ambito di questo primo procedimento articolato, andato avanti per 120 giorni, al comandante sarebbero state fatte almeno quattro contestazioni, che avrebbero a che fare con il citato conflitto di interessi, con violazioni dello Statuto dei lavoratori e con ostacoli all’attività dell’Upd dipendenti, che è l’ufficio procedimenti disciplinari che è invece presieduto dal capo del personale. Tra queste fattispecie sarebbe da ricercare l’applicazione della sanzione più grave.

Il momento è chiaramente delicato e ieri il comandante ha scelto il silenzio. C’è da immaginare che farà ricorso al giudice del lavoro.

Intanto, contattato dal Tirreno, il sindaco risponde che «se l’Ufficio procedimenti disciplinari ha chiuso con l’irrogazione di una sanzione, vuol dire che sono stati accertati comportamenti attuati dal comandante in violazione di norme del Codice di Comportamento, riferite a precisi doveri e obblighi che un dirigente pubblico deve rispettare». «Non conosco il dettaglio del provvedimento – sottolinea – ma non ho dubbi che il lavoro svolto sia stato puntuale e attento, visto che è durato diversi mesi e sono state ascoltate decine di persone. A me resta l’amarezza di constatare come tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda non abbiano accolto il mio invito di un anno fa a rimodulare i comportamenti e i rapporti all’insegna della leale collaborazione e della maggiore serenità nell’esercizio delle proprie funzioni».

Certo c’è da capire come si pensa di andare avanti ora. «Intanto c’è la vicecomandante», risponde Salvetti, «poi valuterò una riorganizzazione, come fatto negli ultimi tre mesi di assenza di Orlando, in cui la polizia ha comunque continuato a funzionare bene». 

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