Livorno per dire no alle morti sul lavoro: ecco l’urlo della Meglio Gioventù
Letture teatrali al circolo Norfini per sensibilizzare e far riflettere: «Sicurezza e dignità siano sorelle ineludibili del lavoro»
LIVORNO “E le chiamano morti bianche”. Ecco l’ Urlo de “La meglio gioventù” per vita, lavoro e giustizia. Si tratta di un evento che va oltre lo spettacolo: la compagnia teatrale sarà venerdì 17 aprile dalle 17 al Circolo Arci Norfini in via di Salviano 51. Per toccare con mano e portare l’attenzione, per esempio, su Luana D’Orazio, Salvatore Parlato, Satnam Singh. Letture interpretate. «Tre nomi, tre vite, ma non sono i soli. Come loro molte altre persone hanno avuto un destino fatale in comune: la morte sul posto di lavoro. Se il lavoro è quel diritto per cui tutto il tessuto civile si è battuto da fine ottocento, oggi quello che manca non è solo questo, manca anche ciò che deve sostenerlo, proteggerlo e mantenerlo», premettono dalla compagnia. E quindi: la sicurezza.
L’ordinamento giuridico è l’attuazione più vicina al senso di un’idea più grande, come quella della Giustizia, ma che fare quando, oltre ad avere limiti nella salute e nell’istruzione, un sistema politico è omertoso nei confronti di padri, madri, giovani, operatori esperti, e lavoratori dei settori di appartenenza, rendendosi complice di un silenzio che dovrebbe essere un urlo per dire: “Basta! Non si può morire per lavorare”. Dalle parole dell’attrice Manola Bichisecchi: «Abbiamo ancora la forza di farlo e dobbiamo farlo: è in partenza un progetto di sensibilizzazione civile sulle morti sul lavoro, che avrà un primo appuntamento al circolo Norfini», dice.
La compagnia “La meglio gioventù” userà la lettura teatrale interpretata, per portare alle orecchie, menti e cuori della gente, testimonianze vere composte da lettere, poesie e testi che raccontano le storie di persone che hanno perso la vita sul lavoro.
La necessità è duplice, non solo una profonda denuncia della nostra società orientata fortemente al profitto, ma anche un richiamo a tutte le istituzioni affinché sicurezza e dignità siano sorelle ineludibili del lavoro. Interverranno Federico Mirabelli, assessore al Lavoro; Pasquale Sgrò ispettore del lavoro e scrittore. E ancora Emma Marrazzo, madre di Luana D’Orazio vittima sul lavoro e Stefano Di Bartolomeo Anmil Livorno.
Info. Dalle 17 alle 20, ingresso libero.
