Ci lascia un mito
Stupro di gruppo dopo la discoteca a Milano: «Lucarelli e Apolloni siano assolti»
Arringa difensiva in corte d’appello: nel pomeriggio di martedì 24 marzo parlano gli avvocato degli ultimi due imputati
LIVORNO. «Lei non era ubriaca, il rapporto sessuale era consensuale e i ragazzi devono essere assolti». Dopo la requisitoria del procuratore generale della corte d’appello di Milano, che per tutti i cinque giovani livornesi ha chiesto la conferma delle condanne in primo grado, davanti ai giudici del tribunale di Milano hanno parlato le difese. Non tutte, visto che hanno preso la parola Leonardo Cammarata e Francesca Nobili, gli avvocati di Mattia Lucarelli, Federico Apolloni e Matteo Baldi. Sono tre dei ragazzi – gli altri sono il ventiquattrenne Giacomo Bernardeschi e il venticinquenne Gabriele Meini – coinvolti (e appunto ritenuti responsabili in primo grado) nella presunta violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa americana che oggi ha 24 anni avvenuta nella notte fra il 26 e il 27 marzo del 2022 nell’appartamento all’epoca in uso al figlio dell’ex bomber amaranto Cristiano, oggi calciatore per la Pro Livorno Sorgenti. Fra i coinvolti anche un altro giocatore, Federico Apolloni, che attualmente milita nel Viareggio.
Martedì 24nuova udienza
Cammarata ha parlato per circa un’ora, chiedendo l’assoluzione di Lucarelli e Apolloni e in subordine una riduzione della pena. Ha chiesto una sentenza di non colpevolezza anche la collega Nobili, che assiste Baldi, la cui arringa difensiva è durata all’incirca 20 minuti. Oggi pomeriggio, al tribunale di Milano, prenderanno la parola Giuseppe Ales, che difende Bernardeschi, e Margherita Benedini, la legale di Meini. La pronuncia non sarà comunque oggi, ma nei prossimi giorni: probabilmente ad aprile. Saranno i giudici a decidere, proprio oggi, la calendarizzazione.
Risarcimento
La presunta vittima, nel frattempo, non è più parte civile nel processo. Ha infatti raggiunto un accordo economico con i giovani livornesi. In pratica è stata risarcita, per un importo che tuttavia non viene reso noto, in quanto coperto da un accordo di riservatezza stipulato fra le parti. I cinque – secondo quanto ricostruito dalle indagini della Squadra mobile della polizia di Stato, che secondo le difese sarebbero state lacunose – avevano conosciuto la studentessa poco prima della presunta violenza sessuale di gruppo fuori dalla discoteca “Gattopardo”, in via Piero della Francesca, a Milano. Poi, dopo la nottata trascorsa con loro, è scattata la denuncia e il processo che ora pende in corte d’appello, con il rito speciale dell’abbreviato, che prevede automaticamente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
Le condanne
Lucarelli e Apolloni sono stati condannati in primo grado a tre anni e sette mesi. Meini a due anni e otto mesi, mentre Baldi e Bernardeschi a due anni e cinque mesi. Tutti avevano presentato ricorso in appello, quindi la corte dovrà decidere se confermare la decisione del tribunale o assolvere i cinque ragazzi livornesi. Tutto, chiaramente, verte sul tasso alcolemico della ragazza: se sarà confermata la sua ubriachezza verrebbe meno il consenso, in quanto viziato dalle sue condizioni psico-fisiche, mentre se dovesse esserne accertata la sobrietà cadrebbero tutte le accuse.
