Livorno, verso la rinascita del Teatro Lazzeri: firmata la convenzione. Ora si pensa ai progetti di restyling
Il conservatorio Mascagni e il primo step col Comune. Il presidente Rossi: «Spero entro l’autunno di avere proposte concrete»
LIVORNO L’ingegnera comunale Daniela Villa riveste la figura chiave del Rup, responsabile unico del progetto di rinascita del Teatro Lazzeri. C’è la nomina ufficiale. Che vuol dire che l’attesa convenzione tra Comune (stazione appaltante) e conservatorio Mascagni è stata sottoscritta, nelle settimane scorse, proprio come aveva rassicurato il sindaco Luca Salvetti a metà dicembre. Un passaggio amministrativo obbligatorio per procedere con questa operazione a sei zeri.
Si procede verso il recupero di un immobile che è un pezzo di memoria cittadina, di quella che ne parlano addirittura i libri di storia. «Il Comune fa da stazione appaltante per questi lavori di ristrutturazione: adesso con una riunione operativa definiremo l’attività progettuale necessaria in base alle esigenze del conservatorio», fa il punto il presidente dell’istituto superiore di studi musicali Emanuele Rossi. La sottoscrizione della convenzione, attesa da tempo, è una sorta di “prima pietra”.
Verso un bando
Procedure e progettualità. Ancora lungo il percorso di realizzazione concreta legata al maxi investimento di due milioni di euro con cui l’istituto proprietario dell’immobile potrà cominciare a ridare un volto, una funzione e un futuro a quel patrimonio culturale-storico tardo liberty, tra i più antichi della città.
Nel cuore del centro, tra via del Fante, piazza Guerrazzi e via Buontalenti, chiuso dal 2020. Comunque il percorso è tracciato. A delinearlo è il professore universitario di Diritto Costituzionale: «Il primo step è fare una manifestazione di interesse per aprire a studi, società che possano essere interessate a presentare un progetto di ristrutturazione – e va avanti – Raccolte alcune disponibilità, individueremo i soggetti che elaboreranno i progetti, poi ci sarà una commissione ad hoc tecnica che sceglierà il progetto da realizzare e quarto punto sarà l’affidamento dei lavori attraverso un bando».
Tempi e prospettive
Quando la città potrà tornare in quel luogo di cultura tra i più antichi e significativi del centro storico? «Non oso farmi attese – non ci gira intorno il professor Rossi – Mi auguro che entro l’autunno si possano avere concrete proposte progettuali». Che vuol dire mettere la marcia e cominciare a fare sul serio. «Iniziamo a gettare le basi per la realizzazione di un sogno nostro e della città – va avanti il direttore del Mascagni Federico Rovini – La nostra intenzione è quella di aprire l’edificio alla città, con attività compatibili e un forte orientamento alla diffusione musicale».
Gli obiettivi, una volta terminati i lavori di ristrutturazione, sono quelli di riportare gli spazi alla loro identità originaria, con platea e galleria ripristinate, la creazione di un auditorium flessibile, capace di accogliere concerti, conferenze, danza, produzioni multimediali, registrazioni audio-video. Ovviamente la valorizzazione architettonica delle strutture storiche. Il Lazzeri, un luogo che torna a vivere. Luci accese in un centro città che ne ha bisogno. «L’idea è quella di cablare gli spazi per trasmissioni tv, studi di registrazione: consegneremo ai nostri studenti – chiude Rovini – servizi di livello europeo».
E guardando oltre, lontano, si parla anche di occupazione. «Qui si potrebbero sviluppare percorsi professionale come tecnico del suono, e quindi allargare anche la nostra offerta formativa sempre nel grande ambito musicale a 360 gradi». Il mandato di Rovini è triennale. «Spero di riuscire a vedere tutto questo prima della scadenza».l
