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Ponte mobile sulla Fi-Pi-Li, Giani: «Ora l’allineamento, riapertura entro martedì»

di Martina Trivigno

	Lavori sul ponte
Lavori sul ponte

Il presidente della Regione Eugenio Giani: «Serve capire se ci sono danni strutturali: per prudenza potremmo valutare delle limitazioni ai tir»

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LIVORNO. «Prima di tutto l’allineamento del ponte mobile, poi l’avvio di tutte le verifiche necessarie per capire se ci siano o meno dei danni strutturali». Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel primo pomeriggio di ieri, sabato 7 marzo, è arrivato a Livorno per un sopralluogo al viadotto mobile della Fi-Pi-Li al momento fuori uso – che collega la Darsena Toscana, e quindi il porto, al resto della regione. È qui che, accolto da Claudio Nardecchia, presidente e amministratore delegato di Avr, società che gestisce in global service la strada di grande comunicazione, ha fatto un punto insieme al Tirreno sulla situazione attuale. «La riapertura entro martedì», sottolinea il governatore.

Presidente Giani, partiamo dall’inizio: cosa è successo esattamente al ponte della Fi-Pi-Li?

«Non si tratta di un danno dovuto alla parte strutturale della Fi-Pi-Li. Il problema nasce nel punto in cui il ponte mobile si alza e si riabbassa continuamente: in altre parole, quel pannello dell’area di circolazione che, solitamente, due volte al giorno, si solleva e si riabbassa grazie ai pistoni quando passano le navi, non si è reincastrata bene dopo il classico movimento. Così, in quel punto si è generato un disallineamento con la cerniera e il meccanismo di sollevamento e discesa non si è intercalato perfettamente come dovrebbe. Di conseguenza il ponte si è incastrato».

Come si sta intervenendo per risolvere il problema?

«È intervenuta immediatamente Avr, la società che per conto della Città metropolitana di Firenze – alla quale la Regione ha dato la concessione – gestisce la manutenzione e l’ordinario funzionamento della superstrada. È stata mobilitata una ditta specializzata, la Bettarini, che sta operando con tre gru imponenti, tra le più grandi attualmente attive in Toscana per questo tipo di interventi».

In cosa consiste tecnicamente l’operazione?

«Le gru solleveranno da entrambe le parti il tratto di ponte che si è incastrato per poterlo riposizionare correttamente. Solo quando quel pezzo verrà sollevato potremo capire con precisione in che condizioni si trova la parte strutturale sottostante, cioè i piloni che sorreggono tutta la struttura».

Quanto tempo servirà per completare questa fase?

«Contiamo di concludere tra oggi e domani (ieri e oggi 8 marzo per chi legge, ndr) il riposizionamento del ponte. Una volta completata questa operazione potremo fare tutte le verifiche necessarie per capire se esistono danni strutturali oppure no».

Come si è arrivati alla fase operativa di queste ore?

«Nella notte (tra venerdì e sabato, ndr) sono state riposizionate le gru e sono stati realizzati i fori necessari per le imbragature, operazioni tutt’altro che semplici perché devono attraversare completamente il ponte. Questa mattina (ieri) sono state svolte ulteriori verifiche sui carichi e, adottate alcune precauzioni, siamo pronti ad avviare il sollevamento».

La circolazione subirà conseguenze?

«Il danno principale non riguarda la circolazione. Per prudenza potremmo valutare una limitazione ai tir, ma le auto potrebbero continuare a passare senza particolari problemi. Il vero impatto riguarda il sistema portuale, perché questo ponte era parte di un sistema che si alzava e si abbassava con pistoni per consentire il passaggio delle navi, e per ripristinare pienamente quel meccanismo servirà più tempo. Ecco che questo episodio riporta al centro il tema del nuovo ponte sullo Scolmatore».

Il 26 febbraio scorso ha partecipato alla Cabina di regia in Prefettura proprio su questo tema.

«Assolutamente sì. Quello che avevo già sollevato nei giorni scorsi – l’urgenza di realizzare un nuovo ponte sullo scolmatore – diventa oggi ancora più evidente. Intendo andare avanti con grande determinazione».

Quali sono i prossimi passi per il nuovo progetto?

«Ho già parlato con il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Davide Gariglio. La Regione è pronta a sostenere la progettazione e, soprattutto, ad anticipare i 35-40 milioni di euro necessari per realizzare un nuovo ponte mobile, sottraendoli dai fondi già stanziati per la Darsena Europa. L’obiettivo è consentire a chi arriva da Pisa di andare direttamente verso il mare senza dover attraversare questi tre ponti elevatori ed entrare nel porto. Così si risolverebbero definitivamente le criticità legate al passaggio delle navi: dopo il canale dei Navicelli potrebbero oltrepassare lo scolmatore e uscire direttamente in mare».

Torniamo al cedimento del ponte mobile: in molti si chiedono se ci siano stati rischi per la sicurezza.

«Su questo voglio essere molto chiaro: non ci sono mai stati rischi per la sicurezza dei cittadini perché, quando avvengono operazioni di movimentazione, la zona viene completamente interdetta. Anche nelle ipotesi più estreme non ci sarebbe stato alcun pericolo per le persone. I danni purtroppo ci sono, ma i rischi per la sicurezza no».

È già possibile stimare il costo dei danni?

«È ancora troppo presto. Dipenderà proprio da ciò che scopriremo quando il ponte sarà sollevato e potremo verificare la condizione della struttura sottostante. Solo allora potremo capire l’entità economica dell’intervento necessario».

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