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Forte dei Marmi, salta per la guerra in Ucraina la vacanza in villa di un'imprenditrice russa: persa la caparra

di Pietro Barghigiani
Forte dei Marmi, salta per la guerra in Ucraina la vacanza in villa di un'imprenditrice russa: persa la caparra

La donna rivoleva i 13.500 euro versati alla firma del contratto, ma il Tribunale ha respinto la richiesta:  argomenti generici

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FORTE DEI MARMI. Vacanze sfumate a causa della guerra tra Russia e Ucraina. E addio pure alla sostanziosa caparra versata per assicurarsi il proprio buen retiro in una villa al Forte per tutto il mese di agosto 2022.

«È scoppiata la guerra, non posso venire, né movimentare soldi in Italia». Una facoltosa aspirante turista russa ci aveva provato a chiedere indietro al mediatore i 13.500 euro pagati per assicurarsi una dimora di altissimo livello in via Luigi Dallapiccola dal primo al 31 agosto 2022. Un conto totale di 45mila euro per la bellezza di 1.500 euro al giorno per affittare la magione nel mese più caldo, non solo come temperatura, della stagione estiva.

Il contratto di locazione era stato firmato l’11 dicembre 2021. Meno di due mesi dopo, il 24 febbraio 2022, l’aggressione di Putin all’Ucraina segnò l’inizio del conflitto non ancora concluso. E innescò anche il periodo delle sanzioni dell’Unione Europea nei confronti di una serie di oligarchi russi legati allo zar del Cremlino. L’imprenditrice non ha detto che i suoi conti erano bloccati, ma che non poteva spostare soldi stando in Italia. E che rivoleva la caparra argomentando la richiesta con l’impossibilità di recarsi in Italia e muovere denaro nel Belpaese. Impedimenti, a suo dire, non imputabili a una volontà personale, ma dovuti a cause di forza maggiore. Una tesi che il Tribunale di Lucca (giudice Giampaolo Fabbrizzi) ha respinto per la genericità dei ragionamenti a fondamento dell’azione legale. Per «suffragare gli elementi costitutivi della disposizione l’attrice (la turista russa, ndr) nulla ha prodotto, né dimostrato, esaurendo le proprie difese in una generica e vaga allegazione riguardante le limitazioni (senza indicare quali nello specifico) che i cittadini russi avrebbero incontrato, dal febbraio 2022 a recarsi in Italia, nonché a movimentare somme di denaro all’interno dello stato italiano» scrive il giudice. L’aspetto che per il Tribunale non è stato chiarito a dovere riguarda anche il periodo della firma del contratto.

«Non è dato intendere se, già al dicembre 2021, tali limitazioni fossero ragionevolmente prevedibili, così come fosse prevedibile lo scatenarsi del conflitto e dell’invasione del territorio ucraino da parte della Federazione Russa e, in ogni caso, se dal febbraio 2022 l’attrice avesse compiuto ogni sforzo esigibile secondo l’ordinaria diligenza onde adempiere alla prestazione dovuta» ancora la sentenza. Troppo vaghe le circostanze accampate dall’imprenditrice per avere il diritto a recuperare i 13.500 euro. Che restano nelle tasche del mediatore.l

Pietro Barghigiani

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