Expats & Nomads: a Livorno nasce la comunità di lavoratori smart e viaggiatori - Come partecipare
In piazza Cavour lo spazio coworking Kasa Kawa e porta party per socializzare. «Chi viene da fuori qui si sente a casa»
LIVORNO «Volevo uno spazio che non fosse solo scrivanie e Wi fi: un posto dove lavorare, sì, ma anche dove sentirsi accolti. Per molti di noi la vera difficoltà non è trovare un lavoro da remoto, ma una comunità pensata per chi arriva, per chi riparte e per chi sceglie di restare». È lo spirito con cui nasce a Livorno Kasa Kawa, una community di social coworking in piazza Cavour 6, e lo spiega al Tirreno Desiré D’Alba, 38 anni, fiorentina, metadata supervisor in smart working che ha scelto Livorno come città d’adozione. Lei racconta il progetto creato da Simone Cavalli, 34 anni: è lui, imprenditore livornese che, dopo anni tra Milano, Canarie e Madeira, ha avuto l’idea.
Ha immaginato un ambiente lavorativo più simile a un “nido” che a un ufficio. Un luogo dove coworker, viaggiatori e livornesi curiosi si incontrano per ripensare il modo di vivere il lavoro e le relazioni. E da qui, a tempo zero, parte un secondo progetto lanciato di recente, quello di “Expats & Nomads”. «Quelle due parole raccontano molto più di quanto sembri - osserva D’Alba - C’è chi arriva dall’estero, chi torna dopo anni fuori, chi vive qui da sempre ma ha voglia di nuovi legami. È una mentalità, più che un target». Incontrarsi è la parola d’ordine. Gli eventi crescono rapidamente. Il format più amato è il “Porta Party”, in cui ogni partecipante porta qualcosa da mangiare o da bere (tante le collaborazioni con le realtà locali). Per partecipare chiamare il numero 347 3383485, dettagli sulla pagina Instagram della community. «Vieni come sei, il resto lo fa la comunità - dicono dal quartier generale di piazza Cavour e spiegano - È un modo semplice e potentissimo per mettere insieme persone diverse: alla fine della serata ti ritrovi con piatti, accenti e storie che non avresti mai immaginato».
La 38enne torna a spiegare le origini del progetto: «Quando mi sono trasferita non conoscevo nessuno: entrare in uno spazio come questo mi ha fatto capire quanto sia importante avere un luogo dove sentirsi parte di qualcosa». Oggi lei coordina la community e le attività sociali. E rispetto al nome scelto “Kasa Kawa” spiega che arriva da un vecchio nickname di Cavalli usato con gli amici, per un appartamento trasformato in coworking, aperto h24, completo di cucina, zone relax e persino un pianoforte. «Le persone vengono per lavorare, ma restano per il senso di casa che trovano», aggiunge.
Lo spazio coworking si prenota su Kasakawa.it, con postazioni mensili dai 50 ai 125 euro. La community si espande in modo spontaneo, per “contagio sociale”.
«Non c’è niente di forzato - va avanti - La gente torna perché si sente a casa. E per molti è la prima occasione vera di conoscere nuove persone senza passare dai soliti locali affollati».
L’ingresso è semplice: la pagina Instagram “expats_nomads_livorno” raccoglie i link ai gruppi WhatsApp e Meetup. Spesso basta un messaggio come: «Tra mezz’ora vado a bere qualcosa, chi viene?». Con la bella stagione il progetto punta a uscire all’aperto: picnic, escursioni, sport, incontri tematici e momenti di relax post lavoro. «La vita da remoto è bella - sorride la 38enne - ma condivisa lo è molto di più».
E lo sguardo ora si allarga. Al prossimo futuro. «Stiamo lavorando a uno spazio ancora più ambizioso - anticipa - Un coliving vero e proprio, come quelli che si trovano nelle mete internazionali dei digital nomads. Sarebbe un luogo dove vivere e lavorare senza barriere tra le persone. Uno spazio continuo di scambio».
“Kasa Kawa” e “Expats & Nomads” intercettano una trasformazione già in corso: Livorno, città spesso percepita come immobile, sta diventando un approdo ideale per chi cerca mare, clima mite e una vita più umana. «Molti nuovi arrivati mi dicono “non pensavo che Livorno fosse così” - chiude - Molti livornesi ci ringraziano per aver acceso una scintilla che, in fondo, era già lì».
