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Livorno, Salvetti “sfiducia” il capo della polizia municipale: «Clima peggiorato, inammissibile»

di Juna Goti

	Il comandante della polizia municipale, Joselito Orlando
Il comandante della polizia municipale, Joselito Orlando

Crolla la fiducia nel comandante Joselito Orlando. Al suo posto, con un incarico ad interim, il capo della protezione civile Lorenzo Lazzerini

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LIVORNO. Il sindaco Luca Salvetti ha deciso di affidare, con un atto ufficiale, la direzione della polizia municipale a Lorenzo Lazzerini, capo della protezione civile. L’incarico è ad interim, temporaneo, e nasce prima di tutto dall’esigenza di assicurare la piena gestione del corpo mentre il comandante, Joselito Orlando, è in malattia da metà dicembre (e a quanto risulta non rientrerà prima di fine marzo). Ma non c’è solo questo: la decisione presa dal sindaco appare come il chiaro segnale di una fiducia arrivata ai minimi termini verso il comandante, che al momento - dopo le segnalazioni di alcuni dipendenti - resta al centro di un’istruttoria aperta dall’Upd, l’ufficio che in Comune si occupa di valutare i procedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti.

Il passaggio, quindi, è delicato. Salvetti, contattato dal Tirreno, lo spiega così: «Vista la perdurante assenza da servizio del dirigente Orlando a far data dallo scorso 18 dicembre, ho sentito il dovere di incaricare formalmente della direzione ad interim del settore di Polizia locale l’ingegnere Lazzerini, in sostituzione del titolare assente. Al dirigente ad interim sono assegnati tutti gli obiettivi contenuti nei documenti di programmazione annuale e pluriennale adottati dall’amministrazione comunale per il settore della Polizia locale, obiettivi che sono per me di fondamentale importanza e per i quali la presenza strutturata di un dirigente ad interim garantirà il necessario impulso, con un’attenzione costante e puntuale sulla loro attuazione». «Si tratta di obiettivi - sottolinea - in linea con le direttive da me impartite a Orlando e ribadite anche in occasione di un recente incontro con tutti i responsabili del corpo». «In base alla legge dello Stato - rimarca - il sindaco è titolare delle funzioni di polizia locale e, in questa veste, impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio e adotta i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti. Allo stesso tempo il comandante del corpo di polizia municipale risponde direttamente al sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al corpo».

Da sottolineare che «gli aspetti più strettamente connessi alle competenze di polizia locale, in assenza del comandante titolare, resteranno comunque di competenza dei funzionari che esercitano formalmente le funzioni vicarie del comandante».

Non è un segreto: ci sono stati molti attriti all’interno della polizia municipale da quando, nel settembre del 2024, Orlando - romano di nascita, già al vertice della polizia locale nel napoletano - è diventato comandante a Livorno. I primi sei mesi sono stati in salita nei rapporti con il personale. Passato il periodo di prova, un anno fa, il sindaco ha comunque deciso di confermarlo al vertice, elogiandone la «grande preparazione». Ma allo stesso tempo ha evidenziato che «la filosofia dei provvedimenti disciplinari» non può essere il faro guida e ha raccomandato armonia interna. Nonostante questo l’ultimo anno ha avuto più spine che rose. Da una parte il comandante ha deciso parecchi provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti, in numeri che forse non si erano mai visti prima. Dall’altra sono arrivate segnalazioni anche nei suoi confronti. Tanto che nel mese di dicembre l’Upd ha appunto aperto un’istruttoria interna e il percorso, a quanto risulta al Tirreno, sta andando avanti.

L’ufficio, pur nominato dalle amministrazioni, deve lavorare in autonomia: è formato da una dirigente di dipartimento, dal direttore e dal segretario generale del Comune. In generale i procedimenti che si trova a valutare possono chiudersi con un nulla di fatto o avere conseguenze anche importanti per i diretti interessati. È bene precisare a oggi non si è arrivati a una decisione in questo senso. Ma intanto il sindaco ha formalizzato questo incarico ad interim. La domanda è quindi per il momento più "politica": aveva raccomandato armonia interna, così non è stato? La fiducia scricchiola, anzi è crollata?«Quasi un anno fa - risponde Salvetti - sul lavoro del comandante ero stato molto chiaro, c’erano dei punti fermi da cui non volevo prescindere. Il primo è quello della funzionalità del servizio per il bene e l’interesse della città, il secondo è la serenità di ogni lavoratore all’interno della struttura nel momento in cui è chiamato a svolgere la propria attività. Il nuovo comandante all’epoca era al primo impatto con la realtà di Livorno e si doveva confrontare con scelte precedenti, consuetudini e prassi che lui naturalmente non conosceva. Dopo un anno, sono come al solito estremamente sincero: dei due punti fermi solo uno ha retto, ovvero quello della funzionalità del servizio, mentre sul fronte della serenità dentro il corpo non ho avuto riscontri migliorativi, anzi la situazione è peggiorata, e questo il sottoscritto non può accettarlo. In poche parole, allora dissi che doveva prevalere l’armonia, così non è stato e per me è inammissibile».

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