Livorno, “Il Mediterraneo nel 2030”: il confronto organizzato dal Propeller Club
Nella prestigiosa sede dell’Accademia Navale di Livorno rappresentanti delle istituzioni e tecnici si sono confrontati su come gli attuali scenari internazionali possono influenzare lo scalo marittimo labronico
LIVORNO. Geopolitica, scenari internazionali, analisi su larga scala. Ma anche la volontà di capire come tutto questo impatta a livello locale, nei nostri porti e in particolare in quello di Livorno, storicamente proteso verso un ampio ventaglio di collegamento globali delle grandi compagnie del trasporto marittimo.
È stato tutto questo il convegno “Mediterraneo 2030 – Le nuove rotte del potere marittimo”, organizzato dal Propeller Club della città labronica e andato in scena venerdì scorso nella prestigiosa sede dell’Accademia Navale.
Dopo i saluti istituzionali del Contrammiraglio Alberto Tarabotto, in rappresentanza dell’Accademia Navale, si sono registrati gli interventi del sindaco Luca Salvetti, del Prefetto Giancarlo Dionisi e di Umberto Masucci, Presidente Nazionale del Propeller Club, il dibattito è stato animato dai parlamentari Ettore Rosato e Stefania Craxi, quest’ultima in collegamento da remoto, dal Direttore dell’Osservatorio Artico Leonardo Parigi, dal Past President di Federagenti Alessandro Santi, dal docente di Diritto Internazionale presso la Scuola Superiore Sant’Anna Andrea de Guttry, dal Presidente di SACE Guglielmo Picchi, dal contrammiraglio Edoardo Balestra del Comando GeneraleTO delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e dal Contrammiraglio Giulio Cappelletti del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea.
A trarre le conclusioni è stato il Presidente di Assarmatori Stefano Messina. «Abbiamo centrato il nostro obiettivo, che era quello di fare un’analisi approfondita delle dinamiche geopolitiche del nostro tempo e capire quali sono le ripercussioni di queste sul trasporto marittimo in generale e nello specifico su quello che si serve delle nostre banchine», commenta la Presidente del Propeller Club Port of Leghorn, Maria Gloria Giani. «Si tratta – prosegue - di un modo di "fare sistema” per il nostro cluster innovativo e vincente, come ha dimostrato anche l’ampia partecipazione. Abbiamo inteso approfondire questi aspetti con una rappresentanza ampia ed eterogenea, dal mondo accademico a quello dell’associazionismo, per arrivare agli operatori. Replicheremo, visto il successo di questa nostra iniziativa, anche il prossimo gennaio 2027, così da creare un format di alto livello che identifichi Livorno come sede di dibattiti a valenza nazionale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
