Cecina: è morto Leonardo Sartogo, comico e conduttore radiofonico – Era tornato sul palco per sensibilizzare sulla donazione di organi
Malato di fibrosi cistica per due anni aveva dovuto dipendere da una bombola d’ossigeno fino al trapianto
CECINA. Se c’è andato oggi (martedì 12 maggio) Leonardo Sartogo, 66 anni, comico e cabarettista, conduttore radiofonico. Malato di fibrosi cistica per due anni aveva dovuto dipendere da una bombola d’ossigeno fino al trapianto.
L’importanza di donare
La prima parola che aveva detto dopo il trapianto di polmone, appena è stato rimosso il tubo che gli impediva di parlare, è stata «grazie». Tre giorni dopo era al telefono con l’amica Cristina Barabino a progettare una serata, uno spettacolo per parlare dell’importanza della donazione degli organi «di cui purtroppo non si parla abbastanza». E lo aveva fatto al teatro De Filippo, durante una serata cui avevano partecipato i medici che lo avevano operato, oltre ad artisti, amici, che avevano deciso di esserci e di donare la propria arte e il proprio tempo per sensibilizzare sull’importanza della donazione di organi.
Leonardo aveva aspettato il donatore per due anni dopo che gli era stata diagnosticata la fibrosi nel 2014 quando raccontò «a quel tempo neanche sapevo che esistesse il trapianto di polmoni, e mi trovai di fronte a un medico che mi spiegava l’iter che avrei dovuto seguire. Mi sembrava di essere il protagonista di una candid camera».
Il saluto della Pubblica Assistenza
Era molto legato alla Pubblica Assistenza di Cecina a cui aveva devoluto l’incasso della serata al De Filippo.
E proprio l’associazione ha salutato Leo con un lungo messaggio di addio con «profondo dolore ma comunque col sorriso come avrebbe voluto lui».
«Un amico speciale – hanno scritto – un uomo che ha affrontato la malattia con una forza e una dignità fuori dal comune, senza mai perdere il sorriso e la capacità di alleggerire anche i momenti più duri. Chi gli è stato vicino sa quanto fosse capace di trasformare la fatica in ironia, la paura in condivisione, la fragilità in presenza viva».
Fino all’ultimo Leonardo ha lottato, insegnando a chi lo circondava cosa significhi davvero vivere, anche quando la vita sembra colpire senza tregua.
«A lui – hanno scritto dalla Pubblica Assistenza – dobbiamo non solo il ricordo, ma anche un impegno: il progetto “Dona”, che aveva fortemente voluto e di cui ci aveva voluto “complici”. A noi, a Mamo e alle sue figlie, ha affidato questo percorso. Lo porteremo avanti, come gli abbiamo promesso, perché continui a parlare di ciò in cui credeva profondamente. Il tuo sorriso resta».
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