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Movida a Livorno, l’ira di Salvetti dopo la stretta: «Ora basta demonizzare i locali»

di Martina Trivigno
Movida a Livorno, l’ira di Salvetti dopo la stretta: «Ora basta demonizzare i locali»<br>

Il sindaco torna a parlare di via Cambini dopo l’ultimo vertice in Prefettura. «Gli imprenditori non siano considerati affaristi disposti a sacrificare la sicurezza»

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LIVORNO «Non penso che demonizzare le attività che ci sono in via Cambini sia la strada giusta per risolvere le problematiche della movida in quel luogo. Tra l’altro, in questi anni, ho sempre riscontrato da parte delle associazioni di categoria e dei singoli operatori una disponibilità al dialogo e al lavoro in sinergia molto marcata». Per il sindaco Luca Salvetti è fondamentale, ora più che mai, affrontare la movida non come un problema da reprimere, ma come un fenomeno da governare attraverso dialogo, responsabilità e collaborazione.

Il confronto serrato

E così il primo cittadino interviene dopo il vertice, convocato giovedì scorso dal prefetto Giancarlo Dionisi, per affrontare il tema della sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e nelle attività di intrattenimento alla luce delle indicazioni fornite dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con una circolare emanata all’indomani della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera. Da qui, la decisione di una stretta sui controlli e la mappatura delle attività. Ma durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sarebbe anche andato in scena, davanti agli occhi dei tanti presenti, un confronto serrato tra il prefetto e i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, con particolare riferimento proprio all’area di via Cambini e alle zone limitrofe. In questo contesto, secondo quanto si apprende, Dionisi avrebbe ribadito una richiesta, già avanzata al Comune, di anticipare l’orario di chiusura dei locali, ritenuta uno strumento utile a prevenire situazioni di sovraffollamento oltre i limiti di sicurezza e a contenere le criticità legate alla concentrazione di persone nelle ore notturne. Sempre secondo indiscrezioni, la posizione non avrebbe però trovato condivisione da parte delle associazioni di categoria, che avrebbero respinto l’ipotesi sostenendo un miglioramento della situazione e l’assenza di particolari criticità, rivendicando al tempo stesso il diritto dei giovani a momenti di svago.

Dopo il vertice

Ma il sindaco non ci sta. «Via Cambini è indubbiamente diventata un luogo che da novembre ad aprile determina complessità e gestione difficile, che però non possono essere risolte trattando associazioni e imprenditori come degli affaristi che di fronte al profitto sono disposti a tutto, anche a rischiare situazioni come quelle di Crans-Montana – sottolinea Salvetti – . In queste ore ho ricevuto un invito, che è stato inviato anche al prefetto, per un confronto su nuove proposte che gli operatori vogliono introdurre, magari condividendole anche con i residenti. Parteciperò volentieri e spero proprio che lo spirito sia quello del lavorare insieme anziché quello del braccio di ferro».

«Regole rispettate»

E anche in presenza di regole più stringenti, secondo quanto spiegato dal sindaco, il sistema ha retto grazie a un clima di responsabilità condivisa. «Questo aspetto lo posso confermare con certezza anche alla luce dell’atteggiamento avuto nel periodo in cui era in vigore l’ordinanza che riduceva gli orari e limitava il periodo della somministrazione – prosegue Salvetti – . Tutti i locali hanno rispettato l’ordinanza e, nei tre casi in cui per un motivo e per l’altro c’è stato uno sforamento e una sanzione conseguente, c’è stato il riconoscimento dell’errore e nessuna polemica. In più voglio sottolineare come l’attenzione alla mitigazione di tutti i rischi legati al consumo dell’alcool e a comportamenti illegali abbia visto proprio nei gestori gli elementi con cui la polizia locale e in generale le forze dell’ordine hanno collaborato fattivamente».

L’iniziativa

E proprio in questa direzione, il sindaco mette in luce l’iniziativa “Okkio bimbi”. «Voglio segnalare che, concluso il periodo in cui era in vigore l’ordinanza, diverse attività hanno mantenuto gli orari limitati mentre nell’ultimo fine settimana in quella strada ho visto la bellissima iniziativa di “Okkio bimbi” con la campagna corredata da alcool test e la diffusione di materiale per i giusti comportamenti che i giovani e meno giovani devono tenere – conclude Salvetti – Questo per ribadire che l’impostazione di mettere in antitesi residenti da una parte, frequentatori e imprese dall’altra è ciò che di più sbagliato possa essere proposto, anche perché finisce per inasprire gli animi e non risolvere proprio niente. I residenti hanno ben presente che, in linea di massima, a creare i problemi non è tanto il comportamento dei gestori delle attività ma le tendenze o le mode di frequentare in massa un posto piuttosto che un altro. Una cosa che è sempre esistita e che nel tempo ha visto luoghi popolarsi e poi spopolarsi creando problematiche ad intermittenza a seconda delle stagioni».l

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