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Polizia di Livorno: in pensione il sostituto commissario Massimo Paolino: «Ora mi dedico al nipote»

di Stefano Taglione

	Massimo Paolino con il nome Alessandro in questura
Massimo Paolino con il nome Alessandro in questura

Storico capo della segretaria del questore, lascia via Fiume dopo 39 anni: «Vengo da Pescara, ma questa città l’ho amata fin dal principio»

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LIVORNO. «Ho fatto questo lavoro per scelta, visto che a Pescara avevo trovato un impiego anche in un’azienda chimico-farmaceutica e vi ho rinunciato. Non scorderò mai la notte del Moby Prince e la terribile alluvione del 2017, durante la quale nella sala crisi ho coordinato le nostre attività operative. A Livorno ho trascorso 39 anni dei 41 in polizia di Stato: mi sono sentito amato e benvoluto, amo questa città».

Massimo Paolino, 60 anni, è il capo della segreteria della questora Giusy Stellino. Un ruolo che ha ricoperto anche con i predecessori. Sostituto commissario, dal primo febbraio va in pensione. Una colonna della questura, una mancanza assoluta per i colleghi. Anche se la sua sostituta, da qualche giorno, è già arrivata a Livorno da Roma: si tratta della vicecommissaria Sabrina Colantoni, «un grande acquisto», così la presenta Stellino.

Oltre alla numero uno di via Fiume, e alla vicaria Lorena La Spina, sabato 24 gennaio a rendere omaggio a Paolino, molti degli agenti che lo hanno accompagnato in queste decadi. Fra loro il primo dirigente Daniele Ridente, che all’ufficio di gabinetto con il sostituto commissario ha trascorso ben 19 anni. «Mi fa molto piacere – le parole di quest’ultimo – vedere qua una rappresentanza storica degli agenti. È il segnale che la sua permanenza in questura è stata molto fruttuosa». «Ci dispiace, è una grande perdita», il rammarico di Stellino mentre tiene fra le braccia proprio il nipotino di Paolino, Alessandro, appena dieci mesi: «A lui dedicherò gran parte del mio tempo libero – dice da nonno – come anche ai miei genitori».

«Ho sempre lavorato all’ufficio di gabinetto, in particolare nella segreteria del questore – le parole del prossimo pensionando – con una parentesi triennale all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, come coordinatore del centro delle volanti quando ho vinto il concorso interno da ispettore. Vengo da Pescara: trovo delle similitudini con Livorno, c’è il mare, dietro le montagne. Sono qui dal 1987 e qui rimarrò».

Nel discorso finale, proseguito con un rinfresco, solo gentili parole per i colleghi che lascerà al lavoro: «Di Ridente ricorderò la grande umiltà, appena arrivò da giovane funzionario mi chiese che cosa dovesse fare, mentre voglio ringraziare la questora Stellino e il capo di gabinetto Alessandro Castiglione per avermi “traghettato” in questi ultimi anni verso la pensione. Ma in primis voglio ringraziare tutti voi: ognuno mi ha dato qualcosa».

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