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La tragedia

Livorno, schiacciato da una gru: muore operaio di 50 anni, chi è la vittima – Video

di Stefano Taglione

	Il luogo della tragedia (foto Stick) e la vittima
Il luogo della tragedia (foto Stick) e la vittima

È successo in via Piombanti: a perdere la vita un livornese da anni residente a Ponsacco. Sul posto ambulanze e polizia

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LIVORNO. È morto schiacciato dal braccio meccanico che stava manovrando dal pianale del camion. Con il telecomando, da solo, stava scaricando dal mezzo pesante dell’azienda per cui lavorava – la “BigMat Casarosa” di Navacchio, nel comune di Cascina – un grosso quantitativo di tegole in cotto in un piazzale di una ditta di via Piombanti, a Shangai. “Ardenza” il nome dell’impresa. Mancavano dieci bancali, poi se ne sarebbe tornato indietro. Purtroppo, però, per cause che gli inquirenti stanno cercando di appurare, la pressa del braccio-gru si è allungata al massimo della corsa e lo ha colpito alla testa, uccidendolo sul colpo.

La ricostruzione

È una tragedia che ha sconvolto tutti quella avvenuta alle 9 di venerdì 23 gennaio nel quartiere nord di Livorno. La vittima si chiama Federico Ricci: è un livornese. Ironia della sorte, per anni, ha abitato proprio a poche centinaia di metri dal luogo dove ha perso la vita, in via della Bastia, nella stessa zona della città. Poi, nel 2004, si è trasferito alle Melorie di Ponsacco, in provincia di Pisa. Sposato con la moglie Francesca e padre di un ragazzo di 18 anni, Alessio, era un operaio del negozio specializzato in forniture edilizie fondato dagli imprenditori Ida Casarosa (di cui porta ancora la ragione sociale) e Piero Salvadori, e oggi portato avanti da Nicola Morelli. Il cinquantenne, con un lungo passato da autotrasportare, era arrivato a destinazione da non molto per la consegna della merce: aveva appena scaricato qualche bancale, poi – non è chiaro se per un malfunzionamento del braccio meccanico o per una manovra errata – è stato colpito.

I soccorsi

Il suo corpo è stato trovato fra due bancali poggiati sul resto del carico che restava da tirar giù dal cassone. «Abbiamo sentito delle urla, ci siamo tutti spaventati», raccontano alcuni abitanti delle vie limitrofe. Immediati i soccorsi. Sul posto due ambulanze della Svs, oltre all’automedica dell’Asl con a bordo il medico e l’infermiere del 118 e ai vigili del fuoco. Purtroppo, però, per Ricci è stato inutile ogni tentativo di rianimazione. Un lavoratore coetaneo del magazzino è stato invece portato in ospedale sotto choc. Poi, in via Piombanti, sono arrivati i poliziotti della Squadra volante, i colleghi della “Mobile” con il vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli e il personale della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Toscana nord ovest, a cui è stata delegata l’inchiesta. Subito prima dell’arrivo dei familiari, a scopo precauzionale, l’automedica è stata fatta tornare fuori dal luogo della tragedia nel caso in cui i familiari di Federico, in quel momento prossimi all’arrivo, avessero avuto bisogno di assistenza sanitaria.

Le indagini

Il pubblico ministero Daniele Rosa, che coordina l’inchiesta, ha immediatamente disposto il sequestro del mezzo (recintato con il tradizionale nastro bianco e rosso insieme ai bancali da scaricare e già scaricati) e della salma, sulla quale verrà con ogni probabilità disposta l’autopsia per stabilire con esattezza le cause del decesso. Nel primo pomeriggio di ieri è stata trasferita al cimitero comunale dei Lupi dai dipendenti delle onoranze funebri della Misericordia di via Verdi. Il sostituto procuratore attende ora l’informativa per decidere se, eventualmente, iscrivere uno o più siggetti nel registro degli indagati.

Le reazioni

La morte di Ricci, autotrasportatore per una vita e da qualche mese assunto da “BigMat”, ha suscitato moltissime reazioni sia politiche che dei sindacati. «Quanto accaduto rappresenta un fatto inaccettabile e ci impone di proseguire con il massimo impegno a tutela della dignità e della sicurezza di chi lavora», le parole del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessore regionale al lavoro, Alberto Lenzi. «Il cordoglio non basta più», l’urlo di rabbia della Cgil e della consigliera regionale del Movimento 5 stelle, Irene Galletti. Il sindacato, in particolare, parla «dell’ennesimo “operaicidio”». «Livorno – conclude – è la provincia toscana con la più alta incidenza di infortuni mortali rispetto al numero di occupati».

Il cordoglio del sindaco

Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha espresso cordoglio per la morte dell’operaio: «Esprimo a nome mio e dell'amministrazione comunale cordoglio per la morte dell'operaio deceduto in un cantiere edile in via Piombanti durante le operazioni di carico e scarico di materiale edile – dichiara il primo cittadino insieme all’assessore Federico Mirabelli, giunto sul posto poche ore dopo la tragedia – Purtroppo nell'ultimo anno gli infortuni mortali nel nostro Paese sono aumentati, secondo i dati diffusi da Istat, soprattutto nei settori dell'edilizia. Proprio per questo sono richieste misure urgenti per risolvere questa grave ferita non degna di un paese civile e moderno. Il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere al primo posto nell'agenda del Governo perché evidentemente i provvedimenti adottati non sono sufficienti. Siamo profondamente addolorati e vicini alla famiglia in questo momento di dolore per la grave perdita subita».

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