Livorno, intossicazione al pranzo di scacchi: l’Asl avvia l’indagine epidemiologica
L'azienda sanitaria, ricevute le segnalazioni, come da prassi ha avviato l'iter. Il presidente di uno dei circoli organizzatori del torneo: «Dispiace che venga ricordato per questo, noi non abbiamo colpe, ma ci scusiamo con tutti»
LIVORNO. «Siamo rammaricati per quello che è successo e, pur non avendo alcuna colpa, abbiamo chiesto scusa agli scacchisti. Mi dispiace che un torneo così ben riuscito sia dal punto di vista agonistico che per la nutrita partecipazione, venga ricordato per quest’intossicazione. Chiaramente ho parlato con il ristoratore: noi, a lui, avevamo solo chiesto di prepararci due menu, uno di terra e l’altro di mare. Valuteremo in futuro se rivolgerci a un altro locale».
A parlare è il presidente dell’associazione “Livorno scacchi”, Rino Sassi, che insieme al circolo pisano de “La Torre” ha organizzato il memorial “Riccardo Franceschi”, il trofeo dedicato al compianto candidato maestro labronico scomparso tre anni fa che si è disputato domenica 18 gennaio in una scuola di ballo di via Pian di Rota, teatro della pausa pranzo con la contaminazione alimentare di massa. Una parte di coloro che aveva scelto il menu di pesce – 20 euro per un risotto ai gamberetti e le cozze ripiene – ha infatti avuto problemi intestinali la notte successiva, con due ragazzini versiliesi (una bambina di dieci anni e un sedicenne) finiti al pronto soccorso.
I familiari – come spiegato dal presidente dell’associazione locale delle 64 caselle, Andrea Cosci – hanno poi presentato una segnalazione all’Asl Toscana nord ovest (a cui ha annunciato di rivolgersi anche il titolare de “Al Casolare da Gianni”, Gianni Calamita) proprio per fare luce sulla vicenda. Lo stesso sottolinea come, nel caso, «l’errore ci sarà stato a monte della filiera, non nella mia cucina», le sue parole al Tirreno. Nel frattempo la stessa azienda sanitaria ha avviato l’indagine epidemiologica, che prevede – come da prassi – anche dei controlli nel ristorante.
In molti, nel commentare l’accaduto sulla pagina Facebook del nostro giornale, hanno espresso solidarietà a Calamita: «Ci vado regolarmente senza avere nessun problema. Mi fido a 100%», le parole di Michelle. «Noi ci andiamo spesso sia per la pizza che per il ristorante e siamo sempre stati molto bene, poiché il cibo è di ottima qualità», aggiunge Simona. «Ottimo ristoratore. Lo conosco da sempre e mi sono sempre trovata bene», conferma Gioia.
«Quanto accaduto – spiega Sassi – rischia di vanificare il grande sforzo fatto da tutti noi per organizzare il torneo, che è andato benissimo. All’interno della scuola di ballo, fra genitori e giocatori, abbiamo ospitato qualcosa come 200 persone, mai visto niente del genere a Livorno. E, sottolineo, siamo partiti con un ritardo di mezz’ora, un’eccezione, perché sono stati tutti bravissimi. Stiamo facendo grandi passi in avanti, abbiamo il maestro più giovane della Toscana, Edoardo FuIgentini, e la pluricampionessa italiana femminile giovanile, Greta Viti, un’autentica icona degli scacchi italiani e unica maestra federale della regione. Dal nulla è stata creata una scuola scacchi fra le migliori dello Stivale, con 40 ragazzi e 20 adulti. Fra l’altro, lo dico con rammarico, non abbiamo neanche una sede: i nostri due maestri internazionali e gli altri istruttori insegnano in due stanze messe a disposizione dal Museo di storia naturale del Mediterraneo e in una parrocchia, mentre il circolo è gentilmente ospite dell’Arci “Carli” Salviano. Vorremmo, per l’eccellenza che rappresentiamo, un luogo dove poterci appoggiare stabilmente. È un peccato non averlo».
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