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Livorno, ladri irrompono nell'asilo nido Domisol: caos e stanze a soqquadro

di Stefano Taglione
Il caos all'asilo nido
Il caos all'asilo nido

La direttrice della struttura di via della Gherardesca: «Costretti a sanificare tutto, fantastici i genitori che ci hanno aiutato»

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LIVORNO. Il caos ovunque, dopo la porta di emergenza – quella antincendio – era stata forzata. È stato un risveglio amaro quello di lunedì 19 gennaio per l’asilo nido privato musicale “Domisol” di via della Gherardesca, ad Ardenza. I ladri si sono introdotti nella struttura probabilmente nel corso del fine settimana, mettendo a soqquadro diverse stanze senza per fortuna riuscire però a portare via nulla di valore.

A scoprire il furto la direttrice Sabina Picarelli, entrata al lavoro alle 7,20. «Ho trovato la mia scrivania completamente rovesciata, tutto in terra – racconta –. L’ingresso, lo spogliatoio delle maestre e il ripostiglio dove teniamo la carta igienica e altri oggetti erano stati messi completamente a soqquadro». Aperte anche le ante degli armadietti dei bambini, mentre la macchinetta del caffè, la stampante e la plastificatrice non sono stati toccati. Nessun bene di valore, fortunatamente, risulta mancante. Anche se la conta dei danni – quantomeno diverse centinaia di euro – deve ancora terminare. «Dobbiamo ultimare l’inventario – spiega ancora Picarelli – ma non hanno rubato niente, nemmeno quei pochi soldi che ci potevano essere, che per sicurezza porto sempre a casa. Anche i dati sensibili sono salvi: i documenti dei bambini li porto avanti e indietro ogni giorno».

Nessun danno nemmeno agli strumenti musicali, due arpe e un pianoforte, che rappresentano il cuore del progetto educativo del nido. «Avevo molta paura per quelli – ammette la direttrice – ma non sono stati né rubati né danneggiati». Dai primi riscontri, i ladri sarebbero entrati dalla porta d’emergenza, forzando nella parte bassa il maniglione antipanico. Un dettaglio che fa pensare a un’azione compiuta con calma: all’interno del nido, infatti, sono state trovate luci accese, non visibili però dall’esterno.

Nonostante lo choc, la macchina organizzativa si è subito messa in moto. L’edificio è stato sanificato completamente prima dell’arrivo dei bambini, previsto tra le 10 e le 10,30 dopo un ingresso posticipato concordato con le famiglie. «I genitori sono stati bravissimi – sottolinea Picarelli –: si sono attivati subito, alcuni sono rimasti ad aiutarci a sanificare. Un genitore ci ha persino prestato l’attrezzatura necessaria. È stata una grande dimostrazione di solidarietà, che non mi aspettavo ma che mi ha profondamente colpita. Anche il personale educativo e ausiliario è arrivato prima del solito per dare una mano. Li ringrazio». Il “Domisol” accoglie 34 famiglie e impiega nove persone tra educatrici e assistenti all’infanzia. «È la prima volta che succede una cosa del genere – conclude la direttrice –. Resta soprattutto la tristezza per aver visto violato un luogo dell’infanzia, uno spazio che dovrebbe essere protetto e sicuro per tutti». Sull’episodio indagano i carabinieri, intervenuti ieri dopo l’allarme al 112 della stessa Picarelli.

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