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Livorno, a Villa Rodocanacchi “riemerge” un moletto per le barche – La nuova scoperta

di Francesca Suggi

	A sx Villa Rodocanacchi oggi, a dx sopra una foto d’epoca della casa sul lago della villa e sotto Giuseppe Pera con i volontari Reset
A sx Villa Rodocanacchi oggi, a dx sopra una foto d’epoca della casa sul lago della villa e sotto Giuseppe Pera con i volontari Reset

Da anni i volontari di Reset si prendono cura del parco della dimora dell’ 800. Squadre in azione anche ieri, primo sabato dopo Natale. Il presidente: abbiamo ritrovato lo storico ingresso col cancello d’epoca

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LIVORNO. Una piccola pietra fatta a stele. Quasi un mini obelisco che spuntava dall’acqua, quando il laghetto, un tempo, era pieno. Serviva come riferimento per indicare la giusta direzione alla barca e permettere a Pandely Rodocanacchi di attraccare a quel moletto che da pochi giorni è tornato a raccontare una storia vecchia secoli. Immaginarsi il ricco mercante greco con i suoi ospiti avvicinarsi a quella casetta sul lago, sistemare l’imbarcazione, salire la scalinata in pietra serena, sedersi sulla panchina e godersela all’interno dell’oasi di pace di un parco di undici ettari. Qui Villa Rodocanacchi, Monterotondo. Oggi come allora: è come se le cartoline d’epoca tornassero a vivere grazie alle nuove scoperte firmate, come sempre, dai volontari dell’associazione Reset.

Il moletto ritrovato

«Dopo mesi e mesi di lavoro certosino a ripulire tutte le canaline del reticolo idraulico del parco, adesso ci siamo dedicati a rifinire il laghetto: abbiamo ripulito la casina in fondo, quella con la turbina e il pavimento tridimensionale, e là abbiamo scoperto un nuovo moletto», a fare il punto è il presidente di Reset, Giuseppe Pera. È a questo gruppo di volontari che si devono queste nuove, meravigliose, scoperte. A loro che da quasi 4 anni si prendono cura del parco della Villa (grazie a un patto di collaborazione con la Asl proprietaria del bene) che getta le sue radici nel 1735: era della famiglia Sceriman, ricchi mercanti armeno-persiani. Nel 1843 arrivano i Rodocanacchi. E qui la Belle Epoque dell’epoca ne faceva il suo centro mondano. La piccola banchina si va ad aggiungere ai due imbarcaderi già salvati da degrado e abbandono. È a questa associazione che quasi ogni giorno, così anche il primo sabato dopo Natale, si deve tutta questa operazione di storia e memoria.

Alla casa sul lago

Così in queste ultime settimane si perfeziona il lavoro. Si delineano per bene le sponde del lago artificiale creato dai Rodocanacchi, cultori del bello. Della sua incredibile isoletta al centro, con tanto di scalinata e panchina. Si toglie la vegetazione infestante. «Finalmente adesso quando arrivi giù, tutta la visuale del laghetto si staglia davanti agli occhi: è il nostro regalo alla città per queste feste», continua Pera. E con la pulizia del lago, ecco che anche la “casetta sulla sponda”, immersa nel bosco, torna a vivere. «È uno dei posti più incredibili del parco: due gallerie di scarico dell’acqua verso il Botro del Mulino, un imbarcadero per l’approdo delle barche, una turbina per la produzione di energia elettrica sfruttando il dislivello dell’acqua - fa l’elenco delle meraviglie ritrovate Pera - E ancora un pavimento di pregio in cementine tridimensionali ancora in produzione dopo 130 anni e una vasca in marmo, l’unica rimasta». Quando quella mini centrale elettrica che serviva la Villa fu dismessa, la casetta diventò tetto del custode del parco. E il presidente fa una promessa, per le prossime giornate di visita del parco firmate Reset: «Faremo visitare l’esterno della casa, tutto adesso è a vista: internamente no, per sicurezza».

Riecco l’ingresso storico

E come sempre, ogni giorno (o quasi) è una scoperta. Pera accenna a un altro angolo delle meraviglie appena riemerso dal degrado. Proprio ieri, primo sabato dopo Natale, a dimostrazione che i volontari sono sempre in prima linea: «Accanto alla casina, pulendo un altro tassello di bosco, abbiamo trovato 2 colonnini con semicerchio, dove scorreva un cancello e pure quello abbiamo rinvenuto nella vegetazione: era la storica entrata della villa da via di Monterotondo, prima di via di Collinet che furono proprio i Rodocanacchi a far costruire per arrivare in modo agevole alla loro villa», chiude, ricordando la loro attività anche a Villa Maurogodato, al Museo di Storia Naturale, alle Terme.
 

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