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Livorno, tragedia sui fossi: scivola dalla spalletta e muore

di Stefano Taglione

	I rilievi della polizia scientifica (foto Stick)
I rilievi della polizia scientifica (foto Stick)

Sarebbe un cittadino di origine peruviana di circa 40 anni, ufficialmente ancora non identificato. Trovato sotto una passerella del circolo “Magenta”

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LIVORNO. Potrebbe essere precipitato di notte dalle spallette di fronte a piazza Garibaldi, quelle sugli scali delle Cantine. Poi – «dopo essere rimasto per cinque-sei ore in acqua», almeno a giudizio dei sanitari – è stato trovato morto fra due barche ormeggiate al circolo nautico “Magenta”. Tragedia poco dopo le 10,30 del 15 dicembre alle porte del centro, dove un quarantenne peruviano – compiutamente non è stato ancora identificato – ha perso la vita. Ancora sconosciute le cause: la Squadra mobile della polizia di Stato, diretta dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli, attraverso le registrazioni delle telecamere comunali installate in piazza Garibaldi sta cercando di capire se è stato inquadrato e, da lì, stabilire come possa essere caduto. Un eccesso di alcol? Qualcuno lo ha spinto? Al momento non è chiaro e nessuna pista può essere esclusa. Il reato ipotizzato, come da prassi in questi casi, è omicidio. Ma il quarantenne sudamericano potrebbe comunque aver fatto benissimo tutto da solo.

Il testimone

A dare l’allarme per primo è stato un artigiano della zona, Alberto Papini, che al circolo nautico “Magenta” ormeggia la sua barca: «Era sulla banchina quando ho visto questa persona riversa in mare, a faccia in giù – racconta -. Non mi ero mai imbattuto in un fatto simile, è stato choccante. Il cadavere si trovava esattamente sotto alla passerella, fra due imbarcazioni, praticamente sotto le spallette. Non so come sia potuto accadere tutto ciò, dalla traiettoria è immaginabile che possa essere precipitato. Sulla passerella ho trovato anche una confezione di “Tavernello”». Non è chiaro se il vino si stato consumato dall’uomo prima di cadere. Sicuramente lo stabilirà l’autopsia, già disposta dalla procura, con la salma trasferita dal personale delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni al cimitero dei Lupi. Nei prossimi giorni sarà affidato l’incarico al medico legale: attraverso il riscontro potrà essere chiarito se il quarantenne abbia consumato alcol prima della tragedia ed eventualmente in quali quantità.

Inutili i soccorsi

I soccorsi, scattati rapidissimi, purtroppo si sono rilevati inutili. Dopo l’allarme di Papini al 112 sugli scali delle Cantine sono intervenuti i poliziotti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, guidato dal commissario capo Gabriele Nasca, i volontari della Croce rossa italiana e il medico e l’infermiere del 118 sull’automedica dell’Asl Toscana nord ovest. Per il quarantenne, purtroppo, non c’era più niente da fare, dato che al loro arrivo era deceduto da almeno cinque ore. Per il recupero del corpo sono sopraggiunti anche i vigili del fuoco della squadra nautica, con i sommozzatori, e i colleghi della caserma di via Campania. Per i rilievi specialistici, infine, gli agenti della scientifica della questura, che hanno collaborato in stretta sinergia sia con i colleghi delle volanti attivatisi nel primo intervento di emergenza, che con i poliziotti della Squadra mobile.

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