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Livorno: Villa Morazzana e il Cisternino da valorizzare. Le proposte del gruppo di Reset

di Francesca Suggi
Livorno: Villa Morazzana e il Cisternino da valorizzare. Le proposte del gruppo di Reset

Sono già formalizzate all’amministrazione. Pera: «Speriamo abbiano lo stesso percorso»

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LIVORNO Il Cisternino di Pian di Rota da una parte. E la storica Villa Morazzana di Monterotondo dall’altra (o meglio il suo giardino). Sono altre proposte di patti di collaborazione complessi formalizzati dall’associazione Reset al Comune di Livorno. Il gruppo di pasionari che da anni, ormai, danno nuova vita, cura e manutenzione ai beni comuni “in sofferenza” si propone all’amministrazione per valorizzare anche questi due tesori cittadini da troppo tempo nell’oblio. «Speriamo abbiamo lo stesso percorso delle Terme», afferma il presidente Giuseppe Pera.

La proposta sul Cisternino Pian di Rota è del gennaio scorso. Scorrendo la documentazione sul sito del Comune si legge che l’associazione si propone per “un’attività giornaliera di manutenzione e di cura, così degli arredi, con attività di Pcto con gli studenti”. Attività legate ai tanti percorsi che da tempo Reset porta avanti con le scuole. Ovviamente non manca la parte sulla promozione del monumento con le visite aperte a tutti che Reset da sempre garantisce rispetto ai beni comuni che “accudisce” (alcuni esempi il parco di Villa Rodocanacchi, Villa Maugordato, le Terme durante il primo patto di collaborazione, visite che poi riprenderanno). In soldoni si propone di ridare un’anima a quel sistema di approvvigionamento idrico cittadino che getta le sue radici alla fine del '700 coi granduchi lorenesi e un presente dove tutto questo appare dimenticato. Con un restauro a sei zeri terminato nel 2008 con grandi propositi di valorizzazione e aperture sparati dalla politica di allora e caduti nell’oblio. Un gioiello di architettura neoclassica a firma dell’archistar - come si direbbe oggi - di primo Ottocento Pasquale Poccianti che grida di tornare a vivere. Con le sue arcate, le cisterne, il sottotetto “lunare”, il seminterrato. Nel maggio 2024 l’allora assessore alla Cultura Simone Lenzi disse che quel tesoro monumentale con la sua storia e la sua bellezza rientra nel progetto di valorizzazione delle vie dell’acqua. Dentro anche Asa e ci sono istituzioni come il Comune di Collesalvetti, la Regione, la Sovrintendenza. Ad oggi è chiuso. Come allora.

Altro capitolo l’imponente Villa Morazzana, anche lei oggetto di proposta di “adozione” da parte di Reset per quanto riguarda il parco e le zone verdi adiacenti. Anche in questo caso si garantiscono le stesse attività formalizzate per il Cisternino. Ogni cosa mira a valorizzare il patrimonio storico, promuovere la lotta al degrado della dimora ottocentesca di proprietà comunale chiusa dal 2012 e vandalizzata al suo interno.

È una struttura di oltre 1600 metri quadri interni e 7mila metri quadri di parco da 13 anni nell’abbandono, dopo essere stata ostello, locale di movida, centro convegni e di accoglienza profughi.

L’attività di Reset anche in questo caso mira a favorire anche “la socializzazione e il reinserimento di persone fragili tramite lavori di pubblica utilità”. Vale sempre, in entrambi i casi, il senso comune di queste due proposte: restituirle alla città.l
 

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