Livorno e le sue eccellenze da Oscar: chi sono i premiati
Cala il sipario sulla 34esima edizione organizzata dall’associazione Il Palcoscenico e dalla sua presidentessa Giulia Eroico
LIVORNO Tra orgoglio, talento ed emozione cala il sipario sulla 34esima edizione degli Oscar livornesi, come sempre organizzati dall’associazione culturale Il Palcoscenico in particolare dalla presidentessa nonché artista e cantante Giulia Eroico.
Ecco una bella foto di gruppo delle professionalità labroniche da Oscar insieme agli ospiti della tradizionale manifestazione, che conferisce riconoscimenti ai livornesi che nel corso dell’anno si siano distinti per meriti professionali, sportivi , artistici o sociali che si è tenuta al Circolo Ufficiali della Marina in via San Jacopo in Acquaviva, nel pomeriggio di domenica 21 settembre. A presentare ieri l’iniziativa, oltre a Giulia Eroico, i dirigenti de “Il Palcoscenico” Margherita Delle Vacche, Agata Conti, Angela Simini e Mario Tinghi.
I livornesi da Oscar
Ecco i nomi dei premiati: la maestra di danza Simonetta Balsamo, i medici Leonardo Barellini, Umberto Cini, Roberto Danieli, Graziano Di Cianni, Massimo Baroncini e Roberta Cinelli, la psicologa Francesca Capanna, gli ammiragli dell’Accademia Massimo Perrone ed Emanuele Gennai, il direttore di coro Cristiano Grasso, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Cristina Grieco, gli insegnanti Giorgia Martano e Luca Razzauti, Claudia Pavoletti grande esperta in ambito media ed entertainment nell'organizzazione di progetti ed eventi in ambito nazionale e internazionali, il sacerdote impegnato nel volontariato Emil Tadeus Kolaczyk, Giuseppe Pera dell’associazione Reset, la musicista Scilla Lenzi, la “cavallerizza” Elisa Viola e la presidentessa di Livorno Donna Maria Rosaria Sponzilli.
I motivi
I premiati sono stati scelti grazie ad un’apposita commissione formata da personaggi di spicco della vita cittadina livornese. «Il nostro pensiero nel premiare le “eccellenze” livornesi – ricorda sempre Giulia Eroico – si accompagna al dispiacere dei nostri giovani che sono costretti ad emigrare all’estero dove spesso ricevono i riconoscimenti che purtroppo non hanno potuto avere in patria. Un problema che non dovremmo mai sottovalutare».
