Livorno, addio al grande artista Aldo Luxardo
Aveva 96 anni ed era fratello di Giorgio, anch’egli noto artista scomparso nel 2019. Il ricordo della nipote Lorena: «Sapeva fare tutto, che talento». Oggi il funerale
LIVORNO. Ha lavorato per tutta la vita nelle Ferrovie, dopo un trascorso nella base militare statunitense di Camp Darby. Ma Aldo Luxardo, soprattutto, era un pittore di prim’ordine nel panorama artistico livornese, così come il fratello Giorgio, scomparso nel febbraio del 2019 a 81 anni.
È lutto in tutta la città per la morte di un uomo che a Livorno ha dato tanto e che in molti, per questo, ricordano con grande affetto. Habitué del Premio Rotonda, aveva 96 anni e ha perso la vita l’8 settembre. Vedovo della moglie Marcella Marabotti, era specializzato «nell’arte post-macchiaiola – così lo ricorda la nipote Lorena Luxardo, docente all’Iti di via Galilei e giornalista pubblicista – e il suo nome d’arte era “Lopez”. Rispetto a mio padre Giorgio, che aveva un tratto più “a macchia”, lui era molto più “grafico”. Prediligeva raffigurare le marine, come Antignano, ma non solo. Ha dipinto anche paesaggi non tipicamente livornesi, esponendo pure a Novara e in altri luoghi fuori dalla nostra città. Fra i suoi scorci preferiti Villa Fabbricotti. Spesso scattava anche le fotografie, che poi “traduceva” in quadri. È stato un grandissimo pittore».
Era creativo, «un tuttofare», come spiega la nipote. «Aveva una mente ingegneristica, anche se non si era mai laureato – prosegue – e a casa sapeva fare veramente qualsiasi cosa. Anche mio padre era così, non a caso costruì un intero muro di cinta. Aldo, invece, da amante della musica classica ricordo che progettò uno stereo, che abbiamo ancora con noi, con gli ammortizzatori del suono. Era un vinile, ricordo che un fiorentino tempo fa lo avrebbe voluto acquistare, ma lui non lo ha mai venduto. Aveva un grande ingegno, non solo nell’arte: mi ricordo, ad esempio, che modificava pure le lavatrici e ha tagliato una vasca da bagno su misura».
Più introverso rispetto al fratello Giorgio, condivideva con lui la grande passione per l’arte e anche quella del “tuttofare”. La sua famiglia è nata in centro, in via Paoli, poi lui ha vissuto fino agli ultimi anni in Coteto, in via San Giuseppe Cottolengo. Prima con la moglie e i genitori di lei, poi da solo purtroppo dopo che tutti sono venuti a mancare.
Il funerale, a cura delle onoranze funebri della Misericordia di via Verdi, sarà celebrato oggi pomeriggio alle 16 al camposanto della stessa confraternita di viale Boccaccio con una funzione religiosa. Qui, amici e conoscenti, potranno tributargli l’ultimo saluto.
