Il Tirreno

Livorno

Lutto

È morto Ivo Lombardi, artista visionario che trattava le opere come fossero dei figli

di Flavio Lombardi
È morto Ivo Lombardi, artista visionario che trattava le opere come fossero dei figli

Ucciso da un ictus, aveva 89 anni. Fissati i funerali

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LIVORNO. Di lui, si diceva, definendolo, che da quando iniziò a dipingere, ha sempre mosso la sua ricerca partendo da quel fenomeno artistico giudicato sulla via del tramonto, incalzato nel frattempo dalla moda di una invadente Pop Art, che era nata in Inghilterra e Stati Uniti, sfidando le tradizioni con immagini ricavate dalla cultura di massa come la pubblicità e i fumetti, di cui grande esponente è stato Andy Warhol. Folgorato dall’esperienza informale, quella che si sottrae al figurativo, toglie la forma, usando nella pittura materiali diversi e presunti poveri , si portò invece avanti, in una dimensione evoluta, per conto proprio con uno studio tutto nuovo e tutto suo. E con gli anni ottanta, eccolo come artista neo-informale, regalandoci una concezione post moderna della Transavanguardia, quella corrente cioè di rottura e ritorno alla soggettività e all’espressione individuale, che privilegia la pittura e il colore..

Ieri mattina Ivo Lombardi ci ha salutati all’età di 89 anni, lasciando un vuoto nel mondo della pittura, della scultura e dell’incisione.

Artista nell’animo da sempre, sin dall’alba degli anni’60, nella sua vita parallela fu rappresentante dei carrelli elevatori Cesab fino all’età della pensione per avere la certezza del pane da portare a casa. Mai trascurando tuttavia quello che gli piaceva, che avrebbe potuto essere piena fonte di sostentamento, protagonista di valore riconosciuto. Tante mostre, del cui numero ormai non si teneva più il conto, e un fermento interiore mai sopito. La voglia di comunicare i suoi messaggi, immutata. Avrebbe dovuto esporre infatti a metà di questo mese a Volterra e stava già pensando ai dettagli per l’esposizione e il trasferimento delle realizzazioni da portare. Ma un ictus, sopraggiunto una ventina di giorni fa dal quale non si è mai ripreso, l’ha strappato all’affetto della figlia Michela, insegnante, e della moglie Graziella con la quale aveva già festeggiato sessant’anni di matrimonio.

Un sognatore, un visionario, uno che amava l’arte per il valore spirituale e non economico, che faceva fatica a separarsi dalle proprie opere perché erano come figli e non gli interessavano i compratori «semmai qualcosa posso donare – diceva – a musei, fondazioni, enti; dando un piccolo contributo per certe riflessioni oggi più che mai necessarie per le vecchie e le nuove generazioni».

L’ultima, grande soddisfazione, fu con “Summa. Stati d’animo” esposizione antologica ai Granai di Villa Mimbelli, mostra con ingresso libero dal 6 luglio al 18 agosto dell’anno scorso, organizzata dal Comune di Livorno con il contributo di Fondazione Trossi Uberti e Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. Una storia che ha raccontato il suo percorso dal 1963, con un centinaio di opere selezionate tra installazioni, dipinti, libri d’artista, disegni, incisioni, grafiche d’autore e sculture con l’ambiente, la memoria, i conflitti, la poesia, come riferimenti tematici. Il mutamento delle città negli anni 70 e la loro forte industrializzazione, ma anche i lavori in cui è protagonista la materia e le forme come “Affioramenti e Terre di Cuoio” del periodo 1986- 1996, giungendo a “Osservando il pianeta” (1998) e “A futura memoria” dell’anno successivo. Fu un grande successo di pubblico e di critica guardando anche agli spaccati dedicati alle migrazioni, ispirazioni dettate dal tempo sospeso durante il Covid, e le imponenti istallazioni testimoni dell’impegno ambientalista.

La salma di lvo Lombardi è esposta alla sala del commiato dell’ospedale da dove, alle 16 di oggi il feretro muoverà verso il cimitero dei Lupi per essere poi cremato. 


 

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