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Livorno

Il retroscena

Livorno, retata anti-droga in piazza Garibaldi: fra gli indagati anche il "pugile" Hamed Hamza

di Stefano Taglione
Hamed Hamza, 36 anni
Hamed Hamza, 36 anni

Il trentaseienne, insieme a un connazionale, è a processo per l’omicidio preterintenzionale di Denny Magina, morto tre anni fa dopo essere precipitato dalla finestra di un alloggio popolare alla Guglia

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LIVORNO. C’è anche il trentaseienne tunisino Hamed Hamza, soprannominato “Il pugile”, fra i coinvolti della maxi-inchiesta che ha portato all’arresto di nove persone – otto in carcere e una ai domiciliari – e all’iscrizione nel registro degli indagati di altri 44 uomini, alcuni dei quali non ancora individuati per la notifica del procedimento penale aperto a loro carico. Hamza, ora in carcere per l’omicidio preterintenzionale del ventinovenne livornese Denny Magina, secondo l’ipotesi investigativa delle sostitute procuratrici Alessandra Fera e Antonella Tenerani, titolari dell’inchiesta delegata ai carabinieri della Compagnia di Livorno, il 2 maggio scorso avrebbe «ceduto illecitamente sostanze stupefacenti a clienti attualmente rimasti ignoti».

La contestazione riguarda «la modica quantità di droga», motivo per il quale le pm non hanno chiesto alcuna restrizione della libertà su quanto accertato dai militari dell’Arma negli ultimi mesi. All’epoca dei fatti il trentaseienne, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, era libero con l’obbligo di firma alla stazione dell’Arma di viale Fabbricotti. Da fine giugno, sempre per il delitto, è invece alle Sughere in regime di custodia cautelare, con il processo che riprenderà a fine settembre. Il giovane tunisino, l’episodio risale a tre anni fa, è accusato di aver colpito con un pugno al volto e buttato giù da una finestra al terzo piano di un edificio di case popolari di via Giordano Bruno, alla Guglia, il ventinovenne livornese, provocandone la morte sopraggiunta poche ore dopo in ospedale. Era la notte fra il 21 e il 22 agosto del 2022 e, per questo reato, è accusato in concorso, con il trentaduenne Amine Ben Nossra. Entrambi devono rispondere anche di spaccio di cocaina per le vendite di droga avvenute all’interno dello stesso appartamento della Guglia.

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