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Livorno, esplosione nel fondo di via Sansoni. Tre querele in due anni, l'Inps mette una grata

di Stefano Taglione
La grata posizionata all'ingresso del fondo di via Sansoni dopo l'esplosione e l'aut aut del prefetto (foto Stick)
La grata posizionata all'ingresso del fondo di via Sansoni dopo l'esplosione e l'aut aut del prefetto (foto Stick)

La prima denuncia per le occupazioni abusive risale a due anni fa. Numerose le proteste dei residenti dopo l'incendio. L'istituto ha rinforzato l'ingresso dopo il rogo e l'aut aut di Giancarlo Dionisi

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LIVORNO. Un immobile che l’Inps, da tempo, ha affidato alla “Romeo Gestioni”, la società partecipata dal colosso statale che paga le pensioni degli italiani e che si occupa di valorizzare il patrimonio immobiliare dell’ente. Anche se in questo caso per il fondo commerciale fra via dei Lanzi e via Sansoni, dove giovedì 7 agosto si è verificata un’esplosione, la parola valorizzazione non si legge nemmeno nel vocabolario, visto che da almeno sei mesi è stato occupato abusivamente da un gruppo di balordi che – come sottolineato dai residenti delle vie accanto alla sinagoga, cuore del centro della città - «spacciano e si prostituiscono». «La zona è diventata pericolosa», lamentano.

Tre querele

L’Istituto nazionale per la previdenza sociale, in ogni caso, almeno dal punto di vista legale si è mosso. Una prima occupazione abusiva, evidentemente temporanea, risale a due anni fa. La querela più datata è infatti del settembre 2023. Poi le altre due denunce – in tutto sono tre – sono state presentate quest’anno. Invasione di edifici il reato contestato a carico di ignoti. «La problematica è attenzionata», aveva fatto sapere lo scorso giugno lo stesso ente al Comune, che non avendo potere decisionale su quell’immobile si era comunque fatto sentire affinché l’Inps intervenisse al più presto per risolvere una situazione che sta comunque peggiorando la vivibilità del quartiere. L’occupazione, infatti, degrada l’intera area, come sottolineato da residenti e lavoratori e rilanciato in consiglio comunale dagli esponenti di Fratelli d’Italia Alessandro Perini e Marcella Amadio, che sempre due mesi fa avevano depositato una mozione in cui chiedevano, fra le altre cose, al sindaco Luca Salvetti di valutare un’ordinanza per ripristinare le condizioni di sicurezza.

L’aut aut del prefetto

Se il pressing del Comune non ha risolto definitivamente la situazione, nonostante l’impegno preso a parole e con le denunce dall’Inps, al Tirreno è intervenuto il prefetto Giancarlo Dionisi, che dopo aver espresso vicinanza e solidarietà ai residenti di via dei Lanzi e via Sansoni, ha telefonato al direttore provinciale dell’ente, inviandogli pure una mail certificata, per porre subito un freno al degrado dell’immobile. Il funzionario dell’istituto ha garantito il suo personale impegno innanzitutto per rinforzare le saracinesche, in modo da evitare che il fondo (sfitto da almeno 20 anni) venga occupato di nuovo da balordi e tossicodipendenti. «Uno scenario che non deve più ripetersi, farò in modo che sia così», le sue parole. Per ora, per evitare ulteriori intrusioni, ieri è stata posizionata una grata di ferro.

La richiesta di sequestro

All’Inps il Comune aveva anche chiesto se a livello civile o penale si fosse mosso per i reati commessi all’interno della proprietà. Illeciti che, chiaramente, hanno poi un riflesso nella vita delle persone che abitano lì, «di notte luoghi pericolosi», denunciano. “Romeo Gestioni”, la società legale rappresentante dell’immobile, ha risposto all’amministrazione sottolineando di aver depositato in procura una richiesta di sequestro preventivo proprio per fermare il degrado. Degrado che, come si evince dalle foto dopo l’intervento dei vigili del fuoco, là dentro regna sovrano. Nelle stanze, infatti, è stato abbandonato ogni tipo di rifiuto. E fa specie che tutto ciò avvenga in un fondo commerciale, sebbene sfitto, a una manciata di metri da via Cairoli e piazza Cavour, a pochi passi dalle Poste centrali.

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