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Livorno, rapina un giovane col taser: via le cuffie


	Carabinieri al lavoro (foto d'archivio)
Carabinieri al lavoro (foto d'archivio)

Diciottenne denunciato: avrebbe pure costretto la vittima a fare acquisti in un distributore automatico di sigarette

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LIVORNO. Un controllo di routine si è trasformato in un'importante operazione investigativa per i carabinieri livornesi, che hanno denunciato un diciottenne di origini nordafricane, gravemente indiziato di essere autore di una rapina. «Durante un servizio di pattugliamento notturno in piazza Cavour, i militari – si spiega in una nota – hanno notato il giovane che, alla vista della pattuglia, ha assunto un comportamento elusivo, come a voler evitare un controllo. L’atteggiamento sospetto ha spinto i carabinieri a fermarlo e sottoporlo a perquisizione personale. L’intuito si è rivelato decisivo: addosso al ragazzo è stato rinvenuto un dissuasore elettrico tipo “taser”, una banconota da 50 euro falsificata e una modica quantità di hashish. Non avendo fornito spiegazioni plausibili per il possesso dell’arma, il giovane è stato denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere, oltre che per possesso di valuta contraffatta».

La singolarità dell’arma e l’attenzione investigativa dei militari hanno portato a un ulteriore sviluppo: grazie alla visione di alcune immagini di videosorveglianza, i militari sono riusciti a “collegare” il giovane a una rapina avvenuta alla fine di giugno ai danni di un coetaneo livornese. Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata minacciata proprio con il taser per farsi consegnare un paio di cuffie e costringerla a effettuare un acquisto in un distributore automatico di una tabaccheria.

Il diciottenne è stato dunque denunciato anche per rapina, mentre per il possesso dello stupefacente è scattata una segnalazione amministrativa alla prefettura per uso non terapeutico. «L’operazione conferma l’efficacia dei controlli sul territorio e l'importanza dell'intuito investigativo, che ha permesso di risalire a un episodio ben più grave rispetto a quanto inizialmente emerso», conclude l’Arma.

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