Livorno, ferita nello scontro fra due auto: «Soccorritori umani e fantastici»
Maria Grazia dopo lo choc: «C’era un “angelo” volontario coi rasta rossi»
LIVORNO. È rimasta ferita nello scontro fra due auto. La sua, guidata della figlia, e un’altra con a bordo marito e moglie contro la quale, all’incrocio fra viale del Risorgimento e via Badaloni, si è schiantata lateralmente. Maria Grazia Mencaraglia, la passeggera della macchina, sta meglio. Ha ancora qualche dolore alle costole, ma è stata dimessa dall’ospedale e il peggio, per fortuna, è alle spalle. Così ha deciso di scrivere al Tirreno per ringraziare «gli “angeli”, soprattutto volontari ma non solo, che sono intervenuti per soccorrermi». «L’incidente, anche se tutto sommato stiamo bene, è stato bruttissimo, lo scontro molto violento – le sue parole – e ci siamo tutti spaventati tanto, anche mia figlia che in 30 anni era al suo primo sinistro stradale. Intorno a me, devo dire, ho trovato tanta umanità e professionalità. Gli altri automobilisti, come noi, erano molto spaventati. I soccorritori, invece, sono stati fantastici, dal primo all’ultimo. All’inizio ci ha assistito un ragazzo che mi ha raccontato essere un volontario in ambulanza libero dal servizio, un “angelo” con i rasta rossi che si è preso cura di noi fino all’arrivo delle ambulanze».
L’incidente è avvenuto attorno alle 15,45 di giovedì scorso e, dopo la chiamata al 112 dei passanti, erano intervenute per soccorrere le quattro persone coinvolte le ambulanze della Svs di via San Giovanni (due) e della Misericordia di via Verdi (una), visto che tre erano le persone che avevano chiesto assistenza al 118. «Alla fine tutti gli altri non avevano niente, l’unico un po’ messa peggio ero io – prosegue Maria Grazia – ma comunque sto bene. I soccorritori sono stati speciali, così come il personale del pronto soccorso e gli agenti della polizia municipale. Categorie spesso vituperate, io invece mi sono trovata benissimo e voglio urlarlo: sono stati speciali. In un mondo in cui stiamo perdendo ogni riferimento, dove non c’è più un briciolo di umanità, nel momento del bisogno io l’umanità l’ho trovata. C’è ancora un po’ di speranza per fortuna, questa storia ce lo insegna».
