Livorno, truffe bancarie da 45.000 euro agli anziani: tre arresti della polizia
Due livornesi e un campano fermati dalla Squadra mobile sugli scali Bettarini: ingenti guadagni. Due sono in carcere
LIVORNO. Una brillante operazione della polizia ha portato all’arresto di tre uomini, responsabili di una serie di truffe ai danni degli anziani, raggirati con metodi subdoli per un totale di circa 45.000 euro. Gli arresti sono avvenuti nei giorni scorsi vicino all’ufficio Postale degli scali Bettarini, all’angolo con piazza della Repubblica, dove due dei truffatori erano stati notati dagli agenti mentre effettuavano prelievi sospetti con carte Bancoposta e Postepay. I due erano già stati osservati entrare e uscire da altri uffici della zona e per questo motivo erano stati pedinati.
Durante il controllo, gli agenti della questura hanno trovato in possesso dei due uomini non solo una significativa somma di denaro contante, ma anche documentazione bancaria che attestava movimenti sospetti: versamenti effettuati dai conti correnti delle vittime verso conti intestati agli stessi sospettati. Le indagini della Squadra mobile, diretta dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti. I due livornesi si erano incontrati in mattinata con un terzo complice, un uomo di origini campane, che era poi stato visto entrare in un’abitazione di uno dei due. La triangolazione dei movimenti e i pedinamenti successivi hanno confermato i sospetti: i tre si erano recati in diversi uffici postali, prelevando ingenti somme di denaro appena accreditate sui loro conti da vittime truffate.
Il modus operandi era ben collaudato: le vittime, entrambe anziane, avevano ricevuto telefonate da numeri che simulavano quelli del proprio istituto di credito, seguite da messaggi sms che segnalavano presunte frodi in atto. I truffatori, fingendosi operatori bancari, riuscivano così a guadagnarsi la fiducia degli anziani e a farsi accreditare somme ingenti: 15.000 euro nel primo caso e circa 30.000 nel secondo. A seguito del fermo dei due livornesi, la polizia ha rintracciato il terzo complice, nascosto all’interno di una delle case degli arrestati: aveva con sé 8.000 euro in contanti e un’ulteriore documentazione bancaria che lo collegava alle truffe. Anche lui è stato arrestato con l’accusa di truffa continuata in concorso.
Il cittadino campano e uno dei due livornesi sono stati trasferiti alle Sughere, mentre il terzo uomo – l’altro cittadino labronico – è agli arresti domiciliari. Nella mattinata del 19 maggio il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto disponendo per il partenopeo la detenzione in carcere e per i due livornesi l’obbligo di presentazione alla polizia Giudiziaria. «L’operazione – spiega la questura – si inserisce nell’ambito delle attività della questura di Livorno per il contrasto ai reati contro il patrimonio, con particolare attenzione alle truffe ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione. Le forze dell’ordine rinnovano l’invito alla cittadinanza a prestare la massima attenzione e a segnalare prontamente qualsiasi sospetto».
