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Livorno, boom di allergie fuori stagione: «Sono due i fattori chiave». La raccomandazione più importante della primaria

di Martina Trivigno

	La primaria
La primaria

Ecco i sintomi, i trattamenti e i consigli per contrastare la reazione al polline. La primaria Filomena Marrelli: «Quest’anno l’esposizione aumenta di un mese e mezzo»

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LIVORNO. «Quest’anno l’esposizione al polline è andata sempre gradualmente aumentando, incrementando i casi di allergie. E questa è una conseguenza sia dell’inquinamento che del cambiamento climatico». Non ci sono più le mezze stagioni ma neppure la stagione delle allergie è più la stessa. Così – spiega Filomena Marrelli, primaria di Pneumologia dell’ospedale di Livorno – sono cambiate le tempistiche della fioritura e, di conseguenza, dell’esposizione al polline.

Dottoressa, dicevamo clima e inquinamento: che ruolo hanno nella battaglia contro le allergie?

«Queste sono le due variabili fondamentali che stanno modificando il quadro generale, in senso negativo, per maggiore esposizione, prolungamento e anche persistenza di polline nell’ambiente, di gran lunga più concentrato rispetto agli anni precedenti».

Con quale risultato già per quest’anno?

«Circa un mese e mezzo in più di esposizione al polline rispetto agli anni precedenti, proprio per via delle due variabili a cui già abbiamo accennato: cambiamento climatico e inquinamento. Su quest’ultimo fronte, in particolare l’ozono è una delle componenti più importanti, ma anche l’anidride carbonica influisce moltissimo perché possono fare incrementare ulteriormente la pollinazione così come il caldo».

Quali consigli possiamo dare agli allergici per difendersi?

«Innanzitutto la stragrande maggioranza degli allergici dovrebbe avere l’attenzione di monitorare la concentrazione pollinica sui siti che pubblicano tutti i giorni il calendario dei pollini per avere un’idea della concentrazione che è presente nell’ambiente. Di siti ce ne sono tantissimi, ma io consiglio sempre di seguire quelli ufficiali, come www.polliniallergie.net, che è il sito curato dalla Società italiana di allergologia e immunologia clinica».

Ci sono delle buone pratiche da rispettare?

«Chiudere le finestre durante il picco pollinico tra mezzogiorno e le 16. E ancora: quando si esce, e soprattutto durante le ore di maggiore concentrazione di polline, è opportuno portare con sé un foulard di seta o una mascherina chirurgica per coprire naso e bocca. Per proteggere gli occhi, invece, è buona pratica indossare sempre occhiali e, se possibile, gli occhiali a mascherina, in particolare se si viaggia su biciclette e motorini: in questo caso, infatti, l’impatto tra il polline e il soggetto che viaggia su un mezzo a due ruote che si muove è di gran lunga superiore rispetto a un pedone. C’è poi una terza raccomandazione, importantissima».

Quale?

«Quella di farsi la doccia e lavare i capelli la sera e di tenere i vestiti fuori dall’ambiente in cui si dorme per evitare di portare il polline nell’ambiente domiciliare. Il lavaggio dei capelli è fondamentale perché altrimenti il polline si deposita sul cuscino e si respira».

E sul fronte del trattamento?

«È importante fare un trattamento sintomatico, anche all’inizio della manifestazione allergica».

Quali sono i sintomi?

«Prurito nelle orecchie, nel naso e negli occhi. Le manifestazioni più comuni sono le oculoriniti (infiammazione degli occhi e delle vie respiratorie superiori, ndr) e, purtroppo in una percentuale sempre più significativa, anche problematiche delle vie respiratorie inferiori, quindi la possibilità che compaiano forme asmatiche in soggetti allergici».

Come ci si comporta in questi casi?

«L’aspetto più importante in assoluto è iniziare il trattamento ai primi sintomi».

In che modo?

«I trattamenti prevedono, da una parte, tutto quello che si può fare in termini di prevenzione e, dall’altra, il lavaggio costante, soprattutto la sera, delle mucose con una soluzione salina qualsiasi, è sufficiente anche la fisiologica: dunque lavarsi occhi e naso sempre dopo l’esposizione all’ambiente esterno. Per chi usa le lenti a contatto, invece, il consiglio è di utilizzare quelle giornaliere e mettere l’antistaminico 30 minuti prima di mettere le lenti a contatto».

E quando compaiono i sintomi?

«È importante fare uso di antistaminici per uso topico e, se non fosse sufficiente, si può ricorrere all’antistaminico per uso generale: oggi esistono antistaminici che non passano la barriera emato-encefalica e quindi non danno sedazione. Questo significa che non deve spaventare l’uso dell’antistaminico durante la stagione di esposizione allergenica o eventualmente i cortisonici locali che in genere sono degli spray nasali che riescono a controllare il grosso della sintomatologia».

È possibile scambiare l’allergia con il classico raffreddore?

«È possibile, però i sintomi della rinite allergica sono molto più specifici».

Si spieghi meglio.

«Al di là del fatto che i sintomi si accompagnano quasi sempre a una sintomatologia anche a carico della congiuntiva (la membrana mucosa, sottile, trasparente, che riveste internamente le palpebre, ndr), però nella stragrande maggioranza dei casi la rinite allergica ha come caratteristiche di accompagnamento il prurito nasale e, soprattutto, il secreto che è sempre acquoso. La flogosi (risposta infiammatoria, ndr) allergica è sterile, quindi non è infettiva e, di conseguenza, è una rinorrea acquosa, una secrezione costante, continua, abbondante di materiale acquoso, oltre ad avere il prurito e il naso chiuso. Ma soprattutto gli allergici hanno una sintomatologia “on-off”: quando inizia il polline, all’improvviso compaiono gli starnuti. Difficile, quindi, confonderlo con la rinorrea infettiva perché quest’ultima spesso è caratterizzata da cefalea, febbre e secreto denso. Insomma, caratteristiche diverse».

Chi ravvisi sintomi per la prima volta a chi deve rivolgersi?

«I sintomi di rinite allergica possono essere gestiti dal medico di medicina generale: il consiglio, quindi, è quello di rivolgersi al medico di famiglia raccontando dettagliatamente il quadro sintomatologico; se ci fosse invece un interessamento a carico delle vie aeree inferiori, quindi il sospetto di una forma asmatica che si può presentare come senso di costrizione toracica, tosse secca persistente e attacchi di tosse violenta, allora il medico di base consiglierà al paziente di fare anche una visita specialistica nel sospetto di asma bronchiale allergica».

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