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Il lutto

Livorno, addio al pittore Enzo Lenzi: aveva lavorato come operaio alla Spica

di Stefano Taglione
Enzo Lenzi, il pittore morto a 83 anni
Enzo Lenzi, il pittore morto a 83 anni

L'artista, famoso non solo in città, è scomparso a 83 anni nel suo appartamento di via Donnini. Il ricordo: «Grande compagno di nuotate, una persona gentile e disponibile con tutti, grande lavoratore»

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LIVORNO.  È scomparso a 83 anni Enzo Lenzi, conosciutissimo pittore nel panorama artistico cittadino e non solo. Vedovo, lascia una figlia: abitava in via Piero Donnini, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Nato a Livorno nel 1942, è stato un autodidatta dotato di una sensibilità rara – spiegano alcuni colleghi e addetti ai lavori – e di una profonda umiltà. «Era un mio grande amico – lo ricorda commosso Elio Morelli, appassionato come lui di nuoto, compagno di innumerevoli traversate in mare e amico di lunga data dell’affermato artista labronico recentemente scomparso – e lo conosco da quando eravamo piccoli. Una persona disponibile con tutti, con un carattere senz’altro un po’ particolare, ma buono nell’anima. Mi mancherà moltissimo, era veramente una persona splendida».

La sua vita, oltre che dalla carriera artistica, è stata scandita dal lavoro come operaio specializzato all’allora Spica di via Enriques, nella periferia nord della città, gloriosa azienda labronica per la quale ha lavorato fin da giovane e dalla quale era poi andato in pensione quando la proprietà decise di dare degli incentivi all’esodo. Lo ricordano, per questo, molti colleghi dell’epoca, con i quali ha condiviso quegli anni. «Ha intrapreso il percorso artistico con l’incoraggiamento del maestro Farina – prosegue Morelli – del quale fu allievo nei primi anni. I suoi esordi furono legati a opere di piccole dimensioni, ma col tempo la sua pittura si è fatta più audace, più “pesante”, evolvendosi verso un’informale colorata e materica, frutto di una continua sperimentazione personale. Negli ultimi due o tre anni il suo stile aveva virato sempre più “verso il colore”. Era veramente un pittore bravo e capace, che ha saputo nel tempo trasformarsi, assumendo una propria identità».

Su Internet si trovano molti suoi quadri, raffiguranti soprattutto la natura, paesaggi in cui si era nel tempo distinto e specializzato, venendo molto apprezzato dal pubblico e dalla critica: “Vendemmia”, “Gregge al pascolo”, “Nella vigna”, “Pescatori”, “Maremma con bufali”, “Barche in secca”, “Campagna” e “Controluce” alcuni dei titoli. «Ha esposto anche in via Michon col “Gruppo labronico”, erano mostre collettive, le faceva ogni anno, gli piaceva molto», prosegue Morelli. «Un artista autodidatta – si legge di lui sul sito web specializzato “Jansonius art gallery”, che pubblica alcuni dei suoi lavori più prestigiosi – in possesso di doti notevoli e di un’umiltà francescana che lo rendevano diverso da molti suoi colleghi caratterizzati dalla voglia di apparire e di esibirsi al plauso del pubblico. Grazie però proprio al suo carattere un po’ introverso e meditativo, sapeva cogliere nel profondo anche le semplici cose della vita, riportandole col suo pennello magistralmente rivalutate sulla tela. Pittura che “sente” i post-macchiaioli (come buona parte della pittura degli artisti labronici) ed esalta i colori con pennellate vigorose che a volte fanno pensare a Van Gogh. Lenzi, che già a cinque anni disegnava con maestria, vanta molte mostre artistiche personali e collettive, sia in Italia che all’estero».

Alcuni suoi lavori si trovano in vendita online, ad esempio sul portale specializzato in commercio elettronico Ebay. Fra questi un dipinto «di scena di vita rurale», offerto da un utente privato, che lo ha acquistato negli anni scorsi, a 350 euro. Un «dipinto a olio su tavoletta di scuola labronica post-macchiaiolo – si legge nella descrizione sul sito web – firmato dal maestro Enzo Lenzi, opera databile intorno agli anni Ottanta in ottimo stato di conservazione, nella cornice originale, con qualche segno del tempo». «Ha partecipato – si legge sul sito di un’altra galleria, che presenta un dipinto con la sua biografia – a innumerevoli mostre personali e collettive, oltre a manifestazioni durante le quali ha raccolto consensi di critica e di pubblico. Ha conseguito, inoltre, vari premi».

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