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La protesta

Livorno, in duemila in corteo in solidarietà con il popolo palestinese


	Un momento della manifestazione al varco Valessini
Un momento della manifestazione al varco Valessini

La manifestazione molto partecipata è terminata al varco Valessini, rimasto bloccato. Chiesto anche lo stop ai traffici di armi in porto

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LIVORNO. Duemila persone in corteo. Un successo la manifestazione che si è svolta, nel pomeriggio di sabato 10 maggio, a Livorno a sostegno del popolo palestinese, con il blocco momentaneo del traffico al varco Valessini. Molti i partiti e le associazioni presenti. «Come Potere al popolo – spiega il partito –  eravamo in piazza per ribadire il nostro sostegno alla Resistenza palestinese, al suo diritto a esistere e autodeterminarsi. Il corteo, molto partecipato, ha percorso il lungomare ed è terminato al varco Valessini, dove un gruppo di lavoratori era in sciopero per protestare l’arrivo di un cospicuo carico di armamenti militari e carri armati. Da ormai due anni Israele ha spinto l’acceleratore su una pulizia etnica che porta avanti da 80 anni. Mentre il mondo punta il dito verso un genocidio i governi europei parlano di antisemitismo e rafforzano le misure oppressive. Continuano a rifornire gli arsenali che l’esercito israeliano impiega per colpire indiscriminatamente la popolazione di Gaza e della Cisgiordania. Dal porto di Livorno ancora una volta transitano armi americane, destinate a uccidere e storpiare esseri umani dall’altra parte del mediterraneo, dobbiamo porre fine a tutto questo, riprenderci il potere di decidere dei nostri territori e dei nostri soldi. Gli stessi soldi che da trent’anni ci dicono che non ci sono per la sanità, non ci sono per le scuole, non ci sono per i trasporti, non ci sono per i nostri stipendi. E dove sono questi soldi? Sono nelle tasche dei grandi imprenditori, della Confindustria e dei loro partiti, con Fratelli d’Italia in testa, fino al Pd, che hanno prodotto e venduto armi alle peggio canaglie e ora spingono per spendere 800 miliardi in armi, togliendoli ancora una volta ai lavoratori e alle lavoratrici di questo paese. Dobbiamo fermare tutto questo, la Palestina ne è l’esempio lampante, la sosterremo fino alla fine: viva la Resistenza Palestinese, viva la Palestina libera!», conclude Pap.

Al contempo Usb e altre associazioni hanno sfilato per chiedere basta ai traffici delle armi in porto. «In contemporanea con la grande manifestazione in solidarietà con il popolo palestinese che ha portato in piazza almeno un migliaio di persone, contro il riarmo europeo e l'approvazione del decreto sicurezza, è arrivata nel nostro porto una nave americana che sbarcherà armi e mezzi militari. Non è ovviamente la prima volta che succede ma è sempre più chiaro che tali movimentazioni appaiono sempre più frequenti – spiega il sindacato –. Come Unione sindacale di base, oltre ad aver aderito alla manifestazione di oggi, abbiamo deciso di sostenere i lavoratori del gruppo autonomo portuali nella loro battaglia contro il traffico di armi. Importante che il corteo sia terminato con il blocco del varco Valessini. Il varco dalla quale in questi giorni transiterà materiale bellico. Siamo pronti a proclamare sciopero in qualsiasi momento per garantire adeguata copertura a quei lavoratori che vogliono rifiutarsi di caricare armi. Oltre ai temi politici ed etici bisogna essere chiari che questi traffici non sono indispensabili per il nostro porto. Nessuno è costretto e non ci saranno contraccolpi economici e occupazionali. C'è invece un enorme problema di sicurezza e trasparenza. Parliamo di materiale bonificato ? Parliamo di esplosivi? In questo momento al molo Italia c'è una nave da crociera attraccata con migliaia di turisti a bordo. Dove sta la sicurezza? Inoltre, il nostro comune e il sindaco, dopo l'approvazione di una mozione contro il traffico di armi cosa sta facendo? Concludiamo dicendo che i lavoratori hanno bisogno del massimo sostegno da parte di tutti. Essere contro la guerra e contro il riarmo vuol dire fare anche azioni concrete. Invitiamo pertanto tutte le sigle sindacali presenti in porto, alcune delle quali aderenti oggi alla manifestazione, a dare copertura di sciopero come proposto e richiesto. Un ringraziamento particolare a tutte le associazioni, collettivi e partiti che hanno organizzato e aderito alla manifestazione».

«A Livorno grande manifestazione cittadina contro il genocidio a Gaza, per la Palestina, contro il riarmo! Anche se per parte della stampa locale tutto questo non è degno di menzione. Il corteo è terminato al varco Valessini, dove era in corso un presidio del Gruppo autonomo portuali Livorno per protestare contro la presenza di una nave americana intenta allo sbarco di armi e mezzi militari. Una città contro genocidio e apartheid, una città contro la guerra! Palestina libera!», scrive Rifondazione comunista.

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