Il Tirreno

Livorno

Dopo l'ordinanza

Il prefetto di Livorno: «Sul Romito stop ai Tir per sicurezza, ma i ristori non sono sempre possibili»

di Stefano Taglione
Il prefetto Giancarlo Dionisi
Il prefetto Giancarlo Dionisi

Giancarlo Dionisi spiega il provvedimento firmato sull'alt ai mezzi pesanti: «Non è una tema negoziabile, è per garantire l'incolumità pubblica»

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LIVORNO. «La chiusura anticipata del Romito ai Tir nasce da un’esigenza ben precisa: mettere al primo posto la sicurezza di chi vive, lavora e frequenta il nostro territorio, perché la sicurezza non è un’opzione negoziabile, ma una responsabilità collettiva che non può ricadere solo sulle forze di polizia o sulle istituzioni pubbliche. Anche il mondo produttivo deve fare la sua parte, contribuendo attivamente alla tutela dei propri operatori, perché la sicurezza stradale non è un intralcio, ma un investimento nella vita quotidiana e nella qualità del territorio. So che i Comuni e la Camera di commercio stanno lavorando per individuare eventuali ristori, ma non diamoli per scontati».

Dopo l’ordinanza di chiusura dell’Aurelia parla il prefetto Giancarlo Dionisi. Un divieto, quello ai mezzi pesanti lungo la litoranea, in vigore dal 15 aprile e quindi anticipato di due mesi e mezzo, dato che fino all’anno scorso era operativo solo a luglio e agosto. Durerà fino al 15 ottobre, un mese e mezzo in più rispetto a quanto siamo stati abituati finora, di fatto rendere più fruibile una strada che d’estate è presa d’assalto dai livornesi che vanno al mare, con parcheggi impattanti ai margini della carreggiata che ne limitano spesso la circolazione. Analogo provvedimento riguarda la statale 206, nel tratto dell’Emilia compreso fra Vicarello e la rotatoria del Malandrone. Il divieto, in entrambi i casi, sarà esteso per 24 ore al giorno e i veicoli interdetti saranno deviati sull’autostrada A12, fra il casello di Collesalvetti e quello di Rosignano Marittimo.

Un’ordinanza che ha provocato la protesta immediata della Cna, associazione di categoria che rappresenta molti autotrasportatori, che si appella a Comune, Provincia e Camera di commercio per ottenere garanzie sui ristori per il settore: «Giunge con un preavviso di appena sette giorni dall’entrata in vigore e senza che sia stata realizzata l’organizzazione di un sistema di ristori dei maggiori costi che dovranno sostenere le imprese locali di autotrasporto – spiega – che per lavoro transitano quotidianamente su quelle tratte: oltre al costo del pedaggio, infatti, vengono imposti costi di maggior chilometraggio e maggiori tempi di guida, non prevedibili in questa misura rispetto agli scorsi anni in cui la chiusura era per circa un mese e mezzo». Sul tema delle compensazioni, Dionisi, parla chiaro: «D’altra parte – le sue parole – quando le istituzioni intervengono con misure di sicurezza, pensiamo ai grandi eventi o alle manifestazioni sportive, non sempre si garantiscono i ristori economici alle categorie coinvolte. Le richieste di compensazioni sono comprensibili, compensazioni per le perdite economiche legate ai provvedimenti sulla sicurezza, ma non sempre possono trovare accoglimento, soprattutto quando si tratta di esigenze imprescindibili come la salvaguardia dall’incolumità pubblica».

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