Livorno, pestaggio al Cecioni: la studentessa di 15 anni è stata denunciata
I familiari della sedicenne ferita hanno presentato querela in questura. La ragazza era stata picchiata dall'ex compagna nelle pertinenze del liceo
LIVORNO. La quindicenne che martedì 25 marzo ha picchiato un’alunna di 16 anni del liceo scientifico Cecioni, prendendola a pugni in faccia, è stata denunciata. Immediatamente dopo l’episodio violento avvenuto poco dopo le 11 nelle pertinenze della scuola superiore, infatti, i genitori si sono recati in questura per la querela.
L’ipotesi di reato, come da prassi, è lesioni personali: la ragazza, dopo essere stata assistita nell’infermeria dell’istituto dove l’ha raggiunta anche il preside Rino Bucci, era stata portata in ospedale accompagnata dalla mamma con un’ambulanza della Svs di via San Giovanni. A nulla sono valse le scuse della madre dell’aggressora, che si è detta dispiaciuta per quanto accaduto spiegando che sua figlia aveva reagito in questo modo dopo alcuni messaggi audio offensivi circolati nella chat di classe, di cui però la studentessa accusata delle botte non faceva parte.
La scuola si muove
Fin da subito si è mosso anche il dirigente scolastico, con i docenti che la prossima settimana ne parleranno durante il consiglio di classe. La tensione, da questo punto di vista, era già stata intercettata dai professori, che avrebbero di qui a poco segnalato i malumori ai rappresentanti dei genitori. Purtroppo, però, la violenza ha preceduto la prevenzione e ora il Cecioni sta studiando il dà farsi, per tutelare anche il buon nome di una scuola che fa del “brand” uno dei capisaldi, un’aggressione che macchia quindi la stessa reputazione dello scientifico di via Galilei. Non è chiaro, a livello penale, come possa muoversi però la dirigenza, visto che si è trattato di un episodio fra due alunne procedibile a querela di parte, denuncia che è stata formalizzata nelle ore successive al pestaggio.
Le indagini
Adesso sarà la polizia di Stato, con la Squadra mobile, a muoversi autonomamente. La quindicenne è di fatto già stata identificata, visto che nella querela c’è il suo nome. La madre, al Tirreno, ha spiegato l’accaduto e, se sarà chiamata, ripeterà la stessa versione agli agenti guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto. Ha reagito così ad alcuni insulti girati nelle chat di gruppo, ma le mani non vanno alzate. «Il gesto di mia figlia è inammissibile. Ha reagito così ad alcuni insulti girati nelle chat di gruppo – le parole della donna – ma le mani non vanno alzate. Quindi adesso è in punizione. E vorrei poter parlare con la famiglia dell’altra ragazza affinché possa chiedere scusa. Mia figlia è andata fuori dalla scuola perché voleva chiarire questa situazione. Non so poi che cosa le sia scattato nella testa, non era mai successa una cosa simile, fatto sta che ha dato uno schiaffo all’altra ragazza e le ha tirato i capelli. Poi qualcuno è intervenuto e le ha separate. Adesso mia figlia è in punizione e credo che quanto è accaduto le servirà come lezione per il futuro».
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