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La Livorno proibita: viaggio alla scoperta delle case di tolleranza

La Livorno proibita: viaggio alla scoperta delle case di tolleranza

Ai Bottini dell’Olio la conferenza di Marco Rossi

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LIVORNO. La Livorno proibita. Domani, lunedì 3 marzo, alle 16,30 nella sala conferenze della Biblioteca dei Bottini dell’Olio, si terrà un nuovo appuntamento con la rassegna “La Livorno di ieri” ideata e curata da Marco Rossi.

L’incontro con riferimento alle case di tolleranza, ricostruirà la presenza dei postriboli e la loro localizzazione in città nel corso degli anni, fino all’avvento della legge Merlin che ne decretò la chiusura.

«Ancora agli inizi del 2000 i maschi più anziani la mappa ce l’avevano ben impressa nella memoria nonostante che nell’anno della loro chiusura le case chiuse a Livorno fossero solo 8, poca cosa rispetto alle 18 sparse negli anni Trenta soprattutto nella zona del porto, ma tanto era bastato per continuare a cullarsi nell'illusione di poter comprare rapporti sessuali assieme ad amicizia e complicità - scrive Rossi - La storia della prostituzione, del resto, si perde nei tempi, dalla cosiddetta “prostituzione sacra” alla prima menzione registrata come una vera professione in alcuni documenti sumeri del 2400 A.C.».

A Livorno la casa chiusa più prestigiosa era la famosa Madame Sitrì citata dallo stesso celebre scrittore Enzo Biagi nel ricordare come in essa si fosse formato il meglio della nostra flotta a partire dall’apice del 1917 quando era stata visitata dall’accademista Aimone di Savoia Aosta (futuro re di Croazia e duca di Spoleto) che fu accolto con la Marcia Reale. Ideatore della rassegna e relatore è Marco Rossi, uno dei primi informatici d’Italia ed una lunga carriera manageriale in giro per il mondo.
 

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