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«Pacio è sveglio e parla con noi»: a Livorno l’incubo è finito, la gioia degli amici

di Stefano Taglione
Giacomo Pacini
Giacomo Pacini

Giacomo Pacini, falegname ed ex terzino del Carli Salviano, è fuori pericolo di vita. A inizio febbraio aveva avuto un drammatico incidente in scooter in via Mastacchi

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LIVORNO. Sostenere che in questi giorni abbia fatto dei passi da gigante è riduttivo. Perché Giacomo Pacini – il falegname livornese di 30 anni e calciatore del Carli Salviano rimasto gravemente ferito il primo febbraio scorso nello scontro fra il suo scooter e un’auto all’incrocio fra via Mastacchi e via Cestoni – è finalmente fuori pericolo e può guardare al futuro. Non solo: dopo essersi svegliato, già nella settimana successiva all’incidente, nei giorni scorsi «ha iniziato a interagire con i familiari, con risultati veramente molto positivi», le parole del suo grande amico e compagno di squadra Lorenzo Midili, che è anche consigliere comunale di maggioranza fra le fila del Partito democratico, vicepresidente della commissione cultura, turismo e sport e membro della terza che si occupa di economia e lavoro. Giacomo, dai suoi amici, non è stato mai lasciato solo. Come ovviamente nemmeno dai familiari, sempre accanto a lui in questo periodo di degenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale.

Striscioni ovunque, in città, sono stati affissi per lui. Per un ragazzo amato e benvoluto da tutti, non solo nel suo quartiere e nella polisportiva dove ha giocato fino all’anno scorso in terza categoria come terzino destro e dove attualmente milita suo nipote. «Io, ma soprattutto chi lo conosce meglio – prosegue Midili – non avevamo assolutamente alcun dubbio sulla sua forza. Stavolta ne ha dato la dimostrazione più ampia e lampante: Giacomo è sempre stata una persona di poche parole, silenziosa, ma che quando parlava lo faceva davvero, si faceva sentire, senza mai dire cose a caso. Come un capitano silenzioso. E anche in quest’occasione, nella difficoltà, si è dimostrato tenace. Come nello sport, come nella vita privata. Io e tutte le persone che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo bene, nel nostro cuore, non avevamo il minimo dubbio che ce la potesse fare. Guardando indietro, ripensando all’incidente e alle sue condizioni di salute nelle ore immediatamente successive, pensiamo davvero che abbia fatto qualcosa di memorabile».

Nel suo decorso ospedaliero, in viale Alfieri, non si è mai arreso. Poco a poco, sono state le parole dei medici, ha dato infatti piccoli segni di miglioramento. Fino a essere dichiarato fuori pericolo di vita. Qualcosa di eccezionale considerando le condizioni critiche post-incidente e le lesioni preoccupanti riportate. «Quando abbiamo saputo la notizia di quanto accaduto – prosegue Midili – per tutti noi è stato un enorme choc, ma avevamo veramente la sensazione che potesse uscirne da vincente, da leone qual è sia nella vita privata, sia nel calcio quando giocava. Giacomo è veramente forte». Sui social, del resto, l’incoraggiamento è stato continuo. Senza sosta. Come Livorno ha sempre dimostrato nei confronti dei suoi giovani alle prese con i momenti difficili nei reparti ospedalieri. «Impossibile varcare questi campi e non pensarti. “Pacio” (questo il soprannome ndr) sei un leone e ce lo stai dimostrando ogni giorno. Siamo tutti con te. Non molli mai in campo, non mollare nemmeno ora. “Forza Pacio”», ha scritto su Facebook lo stesso consigliere comunale del Pd. Anche lo stesso Carli Salviano gli aveva dedicato un posto: «Giacomo Pacini, storico calciatore del Carli e zio di un nostro piccolo atleta ha avuto un brutto incidente la scorsa sera. Forza “Pacio”, siamo tutti con te, non mollare».

Innumerevoli erano stati anche i messaggi pubblicati anche sulla pagina Facebook del Tirreno. «Non ci fare scherzi “Pacio”», aveva scritto Dario Lunghi. «Dai Giacomo», è il messaggio di Emanuele Campi. «Dai “Pacione”», le parole di Jacopo Colombo, «Forza bimbo», il coro unanime. Messaggi che gli hanno dato la forza per sopravvivere ed essere dichiarato fuori pericolo di vita. In queste settimane di ricovero in ospedale «è stato sottoposto a diverse operazioni, come al bacino, ma le ha tutte superate, è stato bravissimo. Lo zio, ogni giorno, ci dava delle bellissime notizie e speriamo davvero che presto possa lasciare l’ambiente sanitario e tornare a casa. Non vediamo l’ora che possa riprendere a vivere normalmente, se lo merita. Ha fatto veramente dei passi da gigante in questi 20 giorni», conclude Midili.

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