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Livorno, devasta la scuola di karate e la sede del Partito socialista: arrestato

di Stefano Taglione
I segni del passaggio del ladro
I segni del passaggio del ladro

Il trentenne, trovato nascosto in uno sgabuzzino dopo aver usato pure il bagno, è stato poi liberato con l'obbligo di firma. Lo sfogo del presidente dell'associazione di arti marziali: «Ha provocato migliaia di euro di danni»

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LIVORNO. Ha devastato la scuola di arti marziali, la “Ronin Karate” di via Capponi, abbattendo pure la porta d’ingresso del Partito socialista. Poi, dopo aver fatto i suoi bisogni nel bagno lasciandolo in condizioni igieniche al limite della praticabilità, ha tentato di fuggire con i pochi soldi trovati nei cassetti, 48 euro, prima di essere arrestato dai carabinieri. È finito in manette, ma è stato subito liberato con l’obbligo di firma giornaliero nella caserma di viale Fabbricotti, il trentenne tunisino Ilyes Karroud, difeso dall’avvocata Barbara Luceri.

Il giovane – originario di Ariana, vicino a Tunisi, residente a Livorno, con un passato a Bergamo e ora domiciliato anagraficamente a Milano – in passato è stato in cella, alle Sughere, per aver picchiato la compagna ed essere evaso due volte dai domiciliari. All’arrivo dei militari, giunti nella scuola insieme al presidente dell’associazione Alberto Toni, ha provato a nascondersi in uno sgabuzzino poi, scoperto, non ha opposto resistenza e si è scusato con il responsabile del “Ronin Karate”, il collettivo sportivo lì da 13 anni.

L’episodio risale alla tarda serata di mercoledì 12 febbraio. È da poco passata la mezzanotte quando una donna che vive vicino all’impianto sportivo chiama il 112 e poi Toni, dicendo di «sentire strani rumori». Il presidente arriva subito, insieme a una pattuglia dei carabinieri. «Ho immediatamente notato la porta dello spogliatoio femminile aperta – le sue parole – quindi ho spalancato la saracinesca principale e insieme a un militare sono entrato nella palestra. Giù non c’era nessuno, ma dal pannello di controllo delle fotocellule abbiamo subito capito che il ladro si trovava al piano superiore, quindi siamo saliti velocemente di sopra e, trovandolo incappucciato in uno sgabuzzino, si è arreso. Ha avuto però il tempo di sfondare ben sei porte: ha provocato migliaia di euro di danni, entrando anche nella sede del Partito socialista. Mi domando che cosa pensava di trovare nella stanza di un partito e soprattutto in una palestra vecchio stampo come la nostra. C’è molto rammarico, ci ha danneggiato tantissimo, intrufolandosi pure nella nostra segreteria alla ricerca di non so nemmeno cosa. Ha usato anche il bagno, lasciandolo sporchissimo. In ogni caso, il problema maggiore, sono le porte e le serrature spaccate, si è accanito su tutto. Voglio ringraziare comunque l’Arma per il grande impegno profuso, dato che è stato arrestato»».

La mattina successiva, dopo un controllo più approfondito nei locali dell’associazione, Toni si è reso conto che Karroud «aveva tentato di fuggire pure con una stampante, che aveva chiuso in un sacchetto per portare via». «Oltre a constatare i molteplici danni, il cui ammontare dovrà essere quantificato – scrivono in una nota i carabinieri del comando provinciale – il gestore ha potuto verificare l’ammanco di una cinquantina di euro che erano custoditi in una scatola riposta nel cassetto di una scrivania. Date le circostanze, l’uomo è stato sommariamente perquisito sul posto, nell’ipotesi che occultasse su di sé proprio il denaro mancante. In effetti era in possesso di poco più di 48 euro in banconote di vario taglio che sono stati restituiti subito all’avente diritto».

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