Scuola d’infanzia a Collesalvetti: le mamme contro il Comune. Raccolte oltre cinquecento firme
La portavoce delle famiglie: "Chiediamo che la scuola paritaria possa avere più classi. Adiacenti alla struttura ci sono stanze inutilizzate, ma il Comune non dà i permessi"
COLLESALVETTI. Scuola d’infanzia (3-6 anni) a Collesalvetti: andare alla comunale Picchi oppure preferire la paritaria “Bimbi del Colle” che insiste in locali di proprietà del Comune, là dove c’erano le piscine? Molti genitori, impegnati col lavoro, guardano favorevolmente agli orari del pre-scuola e dopo scuola, a parer loro più vicini alle esigenze delle famiglie che sono offerti dalla struttura privata.
E così si riprone anche a Colle un tema sensibile alle famiglie in tutta Italia, quello legato agli orari delle strutture d’infanzia.
Il tema è diventato anche politico, perché molte mamme hanno iniziato una raccolta firme che è già arrivata a quota 500.
È una mamma, Roberta Innocenti, che si fa portavoce delle ragioni delle famiglie preoccupate: «Chiediamo che la scuola paritaria possa avere più classi – dice –. Adiacenti alla struttura ci sono stanze inutilizzate, ma il Comune non dà i permessi. Potrebbero essere formate altre due classi per l’infanzia e ricevere una ventina di bimbi. Ma c’è un blocco politico in favore della struttura Picchi». La mamma continua: «Il servizio è diverso, la comunale fa dalle 8,15 alle 15,30 mentre la paritaria permette l’ingresso dalle 7,30 fino alle 16,30. Sembra poco, ma fa la differenza per noi adulti che dobbiamo lavorare. Il Comune per ora parla di progetti di miglioramento, ma noi avremmo bisogno di garanzie. I costi? La forbice della privata va dai 190 euro ai 215 a seconda se si sceglie l’orario più completo. Per la comunale, tutto dipende dalle fasce economiche, ma diciamo che si oscilla fra gli 80 e i 150 euro. Mettiamoci che secondo noi la qualità del vitto fa già la differenza e che se si prende una tata in attesa che almeno un genitore rientri, sono minimo dieci euro l’ora. Diciamo che si risparmia da una parte, ma poi si spende da un’altra. E poi, a volte c’è lo sciopero e i bimbi dove li lasciamo? Abbiamo bisogno di garanzie. Se il Comune avrà la possibilità di applicare orari diversi, lo scontento si mitiga. Altrimenti, siamo disposti a portare i nostri bimbi fino a Livorno».
La sindaca risponde Sara Paoli non nasconde il problema. Anzi, sta facendo il possibile per sgonfiare il caso. Ricevuta anche lo scorso fine settimana in provveditorato da Cristina Grieco: «Cerchiamo di andare incontro a certe esigenze e lavoriamo per trovare le risorse per garantire una maggiore elasticità di orari», dice.
Paoli conferma che il problema è politico. E snocciola anche statistiche sulla scuola di infanzia sui quali non si discute: «Non avrei avuto titolo a negare un ampliamento se si fosse trattato di una struttura privata. Ma la Bimbi del Colle è di proprietà del comune e coi numeri che ci sono, favorire una scuola privata non è la cosa giusta. Ad oggi, rispetto all’anno precedente, abbiamo due sezioni in meno, per un totale attuale di 38 bambini che compongono due classi delle quattro che sarebbero disponibili. All’infanzia di Vicarello con una decrescenza di 10 elementi rispetto al 23/24, si contano 5 sezioni di cui attive quattro per 82 bimbi; l’infanzia a Stagno conta 92 bimbi, e a quella di Guasticce 49 su due aule. La paritaria, col nido ha 58 bimbi, e all’infanzia 11. I numeri sono in netto calo, costante, da cinque anni a questa parte. Il rischio grosso è che ci tolgano personale, che si debba o fare accorpamenti, chiudere delle scuole. Ho esposto il problema a Cristina Grieco. Capisco che potrei adesso non accontentare chi la prossima stagione vorrebbe portare i bambini alla paritaria, ma io devo avere una visione diversa. Nulla in contrario con il privato, ma entro pochi anni potrei trovarmi la scuola pubblica disintegrata a favore della paritaria». E sugli orari? «Tutto nelle mani del dirigente scolastico che tuttavia sembra collaborativo. Sono già stati fatti tra l’altro interventi sul corpo docenti che danno nuovi stimoli con maestre giovani e molto brave. Il Comune proverà a reperire risorse per accontentare le esigenze di quanti più possibile». l
