Porto di Livorno: la compagnia “Ocean Alliance” lascia Tdt per La Spezia
Contenitori: Darsena Toscana perde una linea con il Nord America. Torna la paura degli operatori: «Non c’è certezza sugli accosti»
LIVORNO. Orient Overseas Container Line non scalerà più Livorno. L’accosto che effettuava in Darsena Toscana nell’ambito della linea West Mediterranean America – che parte da Algeciras e arriva a New York e Miami – sarà sostituito con La Spezia.
La notizia è stata ufficializzata il 12 gennaio a Honk Kong da una nota della compagnia, in cui si annunciano gli scali nei porti italiani nel 2025 della Ocean Alliance – l’alleanza che racchiude alcuni tra i grandi armatori dei container del mondo come Oocl, Cosco, Cma-Cgm ed Evergreen –, porti che risultano tutti confermati a parte il nostro.
Il giorno successivo un altro colosso dell’alleanza ha annunciato la stessa scelta: dal 10 febbraio la francese Cma Cgm partirà con la ristrutturazione del servizio di linea Amerigo che, seppure al di fuori del network di servizi offerto dalla Ocean Alliance, sarà adeguato per allinearlo all’analoga rotta offerta da Oocl: in sostanza anche Cma Cgm, in Italia, rimuoverà dalla linea Amerigo, che connette il Mediterraneo Occidentale con la costa orientale degli Usa, gli scali al porto di Livorno.
E ieri, in una sorta di effetto domino, la taiwanese Yang Ming – che pure non partecipa alla Ocean Alliance pur collaborando con i partner dell’alleanza su diverse rotte – ha annunciato la stessa scelta nel rinnovare il servizio Atlantic Loop 6 (denominato AL6) che collega i porti del Mediterraneo Occidentale con quelli dell’East Coast degli Usa.
Le notizie hanno (ri)mandato in fibrillazione il mondo portuale livornese, di fatto riaccendendo i timori per una riduzione del traffico contenitori a Livorno e chiudendo dopo neanche un mese la tregua armata che era stata costruita da prefetto, presidente dell’Autorità portuale e sindaco tra cluster locale e Grimaldi, proprietario di Tdt, verso cui pendeva la preoccupazione di un passo indietro del traffico contenitori a vantaggio di quello dei rotabili.
Al punto che i sindacati, che già stavano per inviare a palazzo Rosciano la richiesta di una convocazione dell’organismo di partenariato per chiedere notizie dell’interessamento di Msc per la Darsena Europa in partnership con Neri e Lorenzini – che finora hanno letto sui giornali –, adesso sono pronti a chiederne una urgente per discutere delle ultime novità riguardanti Tdt.
Oocl, Cma, Yang Ming sono le prime compagnie tra quelle che caricavano insieme ad Hapag Loyd sul servizio Atlantic Loop 6 – che nel 2021 aveva abbandonato proprio Spezia per spostarsi a Livorno – che hanno annunciato il trasferimento a La Spezia. Ma il timore degli operatori livornesi è che la stessa scelta possa essere seguita da altri armatori come Cosco e Zim vale a dire tutte le compagnie che caricavano con Hapag sul servizio AL6.
Va detto che Atlantic Loop 6 è gestito dalla tedesca Hapag che ne costituisce il grosso dei carichi e che porta a Livorno circa 40mila container. E va anche aggiunto che la compagna tedesca da quest’anno alleata con la danese Maersk nell’alleanza Gemini Cooperation, ha confermato la sua presenza a Livorno e in particolare in Tdt. Anzi, proprio da Tdt è stato annunciato lo scorso settembre un incremento dei traffici container grazie a nuove rotte di Hapag proprio con l’entrata in vigore della nuova alleanza Gemini in partenza da febbraio, che scaleranno tra gli altri porti Livorno. Tuttavia nel mondo portuale labronico si evidenzia che i nuovi carichi saranno rappresentati soprattutto da trasbordi, che danno incertezza sui volumi e come noto hanno un impatto minore sull’attività portuale, e che Livorno perderà comunque una call diretta dal Nord America con la toccata a Tangeri Med.
La febbre sulle banchine livornesi insomma torna alta: perdiamo traffico, è il grido di dolore. E mentre La Spezia esulta («L’armonia che ha rappresentato in passato il fattore vincente del porto della Spezia sta tornando ad essere la chiave di volta per una ripresa dei traffici e per un rilancio dello scalo spezzino nel mercato Mediterraneo dei trasporti container», recitava ieri una nota della Community portuale della Spezia), qui si legge l’addio della Ocean Alliance e dei suoi colossi come un segnale preoccupante, non tanto in termini di volumi prodotti, quanto in termini di prospettive e di attrattività del nostro porto. Con il tema dell’incertezza degli spazi in Tdt che finisce sul tavolo: secondo molti la scelta di quelle compagnie sarebbe conseguente anche alla non sicurezza dell’accosto a banchina nel caso di arrivo contemporaneo di navi Grimaldi (proprietaria di Tdt) con ro-ro o car carriers.
