All’Iti di Livorno, la cittadella del lavoro «74 laboratori e stage in aziende»
Oltre duemila studenti, sei indirizzi, classi aumentate e progetti con l’estero La dirigente Mariani: «Qui la didattica del fare, tante novità per il prossimo anno»
LIVORNO. Ottantasei classi, 2.050 studenti. Nella cittadella del lavoro dell’Iti Galilei, laboratorio per eccellenza dei futuri periti livornesi, nei vari ambiti della scienza e dell’industria. «Ma tanti dei nostri ragazzi vanno anche all’università. Si iscrivono soprattutto alle facoltà scientifiche, ma non solo. La nostra è una preparazione a tutto tondo», così la dirigente Manuela Mariani.
Sei indirizzi
Sei gli indirizzi di studio che la scuola di via Galilei offre ai suoi alunni: chimica e materiali, biotecnologie ambientali, biotecnologie sanitarie, meccanica e meccatronica, elettronica e robotica –con una curvatura in elettronica dei dispositivi biomedicali-, elettronica e automazione, informatica e telecomunicazioni –con due curvature: app development e cyber security. I primi due anni di scuola sono identici per tutti: è al terzo anno che si sceglie la specializzazione, indirizzandosi verso il proprio futuro lavorativo o universitario. Questa è una precisa scelta pedagogica della scuola. «Grazie al progetto Seta attuiamo una rivisitazione del monte orario, grazie all’autonomia scolastica che ce lo consente –illustra Mariani- Posticipare la scelta dell’indirizzo di studi dalla prima alla terza consente ai ragazzi di avere più consapevolezza». La contezza della scelta dei ragazzi è accompagnata durante i primi due anni quindi, e soprattutto durante il secondo: «Nel secondo anno, quando tra gennaio e febbraio gli studenti hanno scelto l’indirizzo di studi, attraverso il progetto Seta si prevede già il raggruppamento dei “flussi migratori” di studenti, in modo che chi sarà in classe insieme già si possa conoscere. Piace molto anche ai genitori degli alunni».
Ben 74 laboratori
Il cuore pulsante dell’Iti sono i 74 laboratori che permettono ai ragazzi di passare dalla teoria alla pratica. «La nostra strumentazione è all’avanguardia, e gli studenti mettono in pratica quanto imparano a lezione», continua la dirigente. «Per esempio, osservando i circuiti elettronici, progettando i sistemi automatizzati, sintetizzando i composti chimici. I nostri laboratori costituiscono un ponte tra il mondo della scuola e quello del lavoro». Dunque i laboratori stimolano la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita scolastica: «È la cosiddetta applicazione del “learning by doing”, imparare facendo, che è uno stimolo in più per tutti i ragazzi, e che riscontra un coinvolgimento partecipativo maggiore anche degli studenti con problematiche di apprendimento o portatori di bes (bisogni educativi speciali, ndr)».
Le nostre aule aumentate
Con gli investimenti del Pnrr la scuola ha realizzato le cosiddette “aule aumentate” anche per matematica, italiano e per le lingue straniere. «Sono aule con le tecnologie innovative, con i banchi a isola, gli arredi modulari, e intrecciano la didattica tradizionale con quella moderna. I ragazzi cambiano le aule indipendentemente dalla disciplina –le parole della preside- La promozione della didattica mista consente di favorire un processo di apprendimento maggiormente significativo, mirato all’acquisizione di competenze trasversali, non solo disciplinari, ma anche le soft skills, come la resilienza, l’impegno e il rispetto reciproco».
La cittadella del lavoro
Oltre al progetto Seta, sono diversi i progetti che il Galilei porta avanti. «Puntiamo ai progetti di Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro –precisa Mariani- Facendo stage nelle aziende gli studenti si arricchiscono di modalità operative che a scuola non trovano. Tanto che alcune aziende, già dal momento in cui i ragazzi sono in stage, curano il rapporto con loro per poi assumerli una volta usciti dall’istituto. Non sono rari questi casi».
I progetti con l’estero
Oltre ai rapporti con le imprese, la scuola è connessa anche con realtà extra-italiane. A curare i progetti riguardanti i pcto all’estero è direttamente la dirigente. «Questa progettualità è il nostro fiore all’occhiello. Diversi studenti hanno già fatto delle esperienze di Pcto durate 15 giorni, a Salamanca, a Friburgo e a Copenaghen. E nuove esperienze sono previste anche ad Helsinki e in Norvegia. Sono opportunità incredibili, i ragazzi sono sempre entusiasti quando tornano, sia per l’esperienza in azienda che per il viaggio». Per la scuola, poi, è fondamentale che gli alunni abbiano consapevolezza dell’importanza della legalità. «Teniamo molto a questo aspetto. Puntiamo a far sì che i ragazzi si confrontino anche con periodi storici pregressi, e che aumenti la consapevolezza di appartenere a un contesto storico e sociale per cui è importante la partecipazione –precisa- Stiamo organizzando una bellissima iniziativa, vorremmo chiamare la figlia di Aldo Moro». E la figlia del politico ucciso non sarà l’unica ospite in questo quadro. «Col progetto di Giustizia riparativa arriveranno anche 2 magistrati, Paolo Morini e Maria Pia Giuffrida. Nel progetto coinvolgiamo il Comune e lo faremo ai 4 Mori, data l’ampia partecipazione». Dalla legalità al luogo dove si fanno le leggi il passo è breve, precisa Mariani: «Con un progetto del Ministero dell’istruzione portiamo i ragazzi alla Camera e al Senato. Tutte queste sono esperienze forti. Cerchiamo di aprire le loro prospettive culturali».
La ricreazione autogestita
Non c’è il classico intervallo all’iti Galilei, la ricreazione che i ragazzi aspettano da quando entrano in classe. E questo per una precisa scelta della scuola, che punta a responsabilizzare i suoi alunni. «Oltre duemila persone da gestire nello stesso momento, quello dell’intervallo, per la scuola sono troppe. È per questo che abbiamo la ricreazione autogestita». La dirigente Manuela Mariani spiega la scelta della scuola, che da anni gestisce l’orario in questa direzione. «La ricreazione autogestita aumenta la consapevolezza dei ragazzi, che si recano al punto ristoro per acquistare il fresco. Perché da noi si trova cibo fresco, come le schiacciatine con il salame, e schiacciatine di ogni tipo. I ragazzi amano il punto ristoro, anche perché i prezzi sono contenuti, è tutto a misura di studente». Questo punto ristoro, da anni nell’istituto è affettuosamente e goliardicamente chiamato “lo spaccio”: «La denominazione mi sta stretta, però è caratteristica». Gli alunni quindi hanno dieci minuti a mattinata per uscire, gestirsi, e prendersi il loro intervallo. «Tutto è basato su un regolamento. Si esce per andare in bagno e per andare allo spazio, non si va a giro per la scuola. Noi ci fidiamo molto dei ragazzi, è fondamentale ascoltarli, e ne incentiviamo la crescita autonoma, che è quello che fa la differenza in una scuola, al di là degli indirizzi di studio».
Il Galilei come scuola dialogante. «Il dialogo non è mai scontato, nemmeno in famiglia. E invece può essere la chiave di un significativo apprendimento, attraverso cui esternare i bisogni, le idee, e capire quali sono gli obiettivi da raggiungere. In una comunità, come in un ambiente di lavoro, occorre che ci si rispetti, che si rispettino le strutture in cui siamo». E per garantire agli studenti il massimo della disponibilità all’ascolto, la scuola ha anche un sistema di welfare. I ragazzi che hanno bisogno di parlare con qualcuno, al Galilei hanno la psicologa. «Il nostro sportello psicologico, che abbiamo da anni, è un contributo importante per gli alunni. Sono molti i ragazzi che lo frequentano. Noi prendiamo in carico situazioni che richiedono auto, anche di tipo terapeutico», spiega ancora Mariani. Che aggiunge: «Aderiamo anche alla progettualità promossa dall’Asl. Ma per noi il primo elemento di salute è la promozione del benessere in classe. I ragazzi hanno bisogno di identificarsi in dei modelli educativi». Il prossimo open day organizzato dall’istituto di via Galilei è il 19 gennaio, dalle 15 alle 18. Le iscrizioni al nuovo anno scolastico sono state prorogate: la nuova scadenza è fissata al 10 febbraio con inizio il 21 gennaio 2025.
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