Livorno, passeggiar in Fortezza Nuova come nel ’700 «Ecco come sarà il parco dopo i lavori»
La progettista tra memoria storica, messa a dimora e novità: tagliati pochi alberi malmessi o pericolosi, piantati 35 esemplari e casette degli uccelli fornite dalla Lipu
LIVORNO. Passeggiar in Fortezza Nuova come si faceva a metà ’700. Sotto l’ombra di un doppio filare di tigli, seguendo le mura. Ricerca cartografica e storia da una parte, analisi dello stato di fatto attuale dall’altra, sono i due pilastri dell’intervento per il restauro e la valorizzazione del parco e del giardino storico del monumento seicentesco nel cuore del centro oggi chiuso per lavori. A disegnare con le parole quel che è in corso è direttamente Elisabetta Norci, progettista e supervisore alla direzione dei lavori legati alla riqualificazione del verde.
«Non abbiamo motivo di tagliare alberi e piante, abbiamo tolto solo ciò che era pericoloso come un pino molto inclinato o che versava in uno stato fitosanitario grave come alcuni platani che avevano parte del tronco interrato: ogni scelta di abbattimento è stata valutata e comprovata, tutte le piante arboree presenti in Fortezza sono state oggetto di analisi specifiche e controlli fitosanitari effettuati dallo specialista forestale Emiliano Sanfilippo», fa la cornice l’agronoma.
Lo studio Norci ha lavorato sul progetto del verde, di cui il direttore dei lavori è l’agronomo Andrea Costanzo.
Mentre parla mostra cartografie di metà e fine ’700: quel doppio viale storico di tigli tornerà ad essere come in passato, quando la Fortezza da un ruolo difensivo ne ha assunto uno di piacere. La Fortezza è gestita dalla società Fortezza Village, gli imprenditori che nel 2019, hanno preso in carico la sua concessione (19 anni più 19). La società ha siglato un accordo con il demanio per prendersi cura privatamente del bene. Progetto alla mano, Norci parla di quella corona di verde costituita principalmente da pini e lecci che sovrasta il monumento, illustrata anche da un bel dipinto di Salucci del 1795, e poi della collinetta che resta alla destra, una volta percorsa la galleria d ingresso.
Metri quadri di natura protagonisti di un restyling che va di pari passo con altri interventi di natura edilizia in corso. Tutto sotto l’egida del Ministero della Cultura, tramite la Soprintendenza, in quanto si tratta del restauro di un bene architettonico, di un giardino, storico. Sono lavori resi possibili coi soldi del Pnrr: Fortezza Village si è aggiudicata un finanziamento per la rigenerazione dei parchi e dei giardini storici che ammonta a un milione e 300 mila euro da destinare per il restauro e la valorizzazione del parco e del giardino storico (coordinatore di tutto il progetto è l’architetta Chiara Ciampa).
«Il 15% di questa somma – fanno sapere dalla società - è stata assegnata ad attività di interesse culturale, al rafforzamento dell’identità del luogo e alla creazione di nuove modalità di fruizione culturale e turistica». Un milione e 50 mila euro sono stati assegnati alla componente vegetale e disegno del giardino, alla componente architettonica, a quella impiantistica, alla sicurezza e accessibilità. Tra gli interventi l’installazione di un impianto di irrigazione che raggiunge tutte le aree verdi, necessario solo fino all’attecchimento delle piante, una novità assoluta per questa struttura che doveva precedere la piantumazione. «Da poco – riprende Norci - abbiamo messo a dimora la maggior parte degli alberi, 35 esemplari di cui 32 tigli con un diametro di 20- 25 centimetri, con l’obiettivo di ricreare il doppio filare alberato, anche dove oggi c’era un filare singolo, valorizzandone la memoria storica e riportarla a essere un luogo di piacere».
E dopo il doppio filare di, tigli si arriva al bosco di lecci. Sono stati tolti, come spiegato, alcuni platani «che non stavano bene a livello fitosanitario, avevano il tronco parzialmente interrato. Sui lecci e sui pini abbiamo fatto un’operazione di rimonda del secco, non si chiamano potature». Un problema con cui gli esperti si sono confrontati è stato quello delle piante infestanti. «La gleditzia è una pianta ornamentale infestante con spine lunghe quanto un dito mignolo, pericolose: è ovunque anche sulle mura, la stiamo eliminando».
Sulla collinetta oggi c’è un pioppo. «Non è in condizioni ottimali, abbiamo fatto una potatura perché non sia pericoloso, e accanto abbiamo messo a dimora una magnolia, che lo sostituirà in futuro. Sempre nella zona della collinetta prevediamo un tappeto erboso in rotoli». Tra le altre novità verdi in arrivo sono previste nuove piante sulle scarpate per metterle in sicurezza. E ancora quando si sale, sulla sinistra, un cuscino di rose rifiorenti di più colori accoglierà i visitatori. E la Lipu fornisce la casette per gli uccelli e per i pipistrelli che saranno collocate sugli alberi. «I lavori procedono spediti tenendo conto dei ritardi causati dal meteo, dalla mole di operazioni burocratiche e delle difficoltà di accesso alla Fortezza Nuova per trasporto e smaltimento dei materiali (che hanno contribuito a far lievitare i costi). La realizzazione dei viali è quasi conclusa, siamo in attesa degli infissi per l’area “ex celle” e per il bar”. Crediamo di poter riaprire il monumento storico i primi mesi dell’anno nuovo».l
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