L'intervento
Livorno, ecco il progetto per la Torre della Cigna: «Costruiremo 80 appartamenti»
Il direttore dei lavori: «Puntiamo a iniziare la riqualificazione dopo l’estate». L’immobile è stato occupato per anni anni prima di essere liberato nel 2021
LIVORNO. Un’ottantina di appartamenti, dal terzo piano in su. Ecco il primo passo per far rinascere la Torre della Cigna con la nuova proprietà che, tempo un mese, dovrebbe presentare in Comune il progetto di riqualificazione. Si parte con la torre, mentre per i blocchi laterali servirà più tempo. «Siamo molto soddisfatti di avviare il nostro progetto e di ridare vita a un luogo per molto tempo abbandonato e finito preda del degrado», spiega Amedeo di Stefano, direttore generale della Ad casa, la società fiorentina che ha acquisito il complesso al termine di due distinte procedure. «L’obiettivo – aggiunge Silvano Bagagli, progettista e direttore dei lavori dello studio Bagagli di Capannoli, in provincia di Pisa – è quello di iniziare i lavori per il restyling della torre tra settembre e ottobre». Ma andiamo con ordine.
Il duplice acquisto
Nell’aprile del 2021, lo ricordiamo, la Torre che svetta all’uscita della Variante è stata liberata dagli inquilini che lì avevano abitato abusivamente nei precedenti cinque anni. Tutto ciò è accaduto senza sgomberi e senza che sia stato necessario l’impiego della polizia. Gli abitanti se ne sono andati tranquillamente, portando via le loro cose e lasciando qua e là segni di un passato ormai lontano. Nel 2022 la Ad casa si è fatta avanti per comprare quella che era – e che è ancora – una cattedrale nel deserto. La società ha seguito due procedure. La prima è stata avviata già nel 2022 ed ha portato all’acquisto della parte di torre che era di proprietà del Fondo immobili pubblici (Fip), fondo comune di investimento immobiliare gestito da Investire Sgr spa, operatore indipendente del risparmio specializzato nella valorizzazione di portafogli immobiliari. Nell’autunno del 2023 Ad casa ha firmato il rogito e acquisito gli spazi per poi passare a seguire l’altra parte della procedura facendo un’offerta al curatore – il commercialista cecinese Giacomo Boni – per comprare (all’asta giudiziaria) la restante porzione della torre, quella più consistente. Cioè il “pacchetto” della immobiliare San Teodoro in liquidazione. La base d’asta era di 2 milioni 455. 500 euro. E la Ad casa si è aggiudicata il bene prima dello scorso Natale per poi formalizzare l’acquisto.
Il progetto
«A breve – spiega Bagagli – presenteremo in Comune il progetto di riqualificazione della torre che prevede una sua riconversione a residenziale». Qui, ed esattamente, «dal terzo piano in su sorgeranno intorno agli 82/85 appartamenti dotati di posto auto al coperto (nel parcheggio interrato già esistente, ndr). E attualmente è in corso la verifica degli impianti da parte dei tecnici incaricati». Per capire, in sostanza se sono recuperabili o se vanno rifatti da zero. In un primo momento si era parlato anche di negozi e hotel, oltre che di case, da realizzare nel complesso. Che fine hanno fatto? «Per il momento il progetto riguarda la torre. Poi, per le due aree laterali, la proprietà valuterà il da farsi». Sembra, comunque, che ci siano delle aziende dell’ambito ricettivo e del commercio al dettaglio potenzialmente interessate a insediarsi qui. E, in attesa del via libera a un progetto che potrebbe superare i 10 milioni di valore, alla Cigna si sta procedendo a recintare e ripulire l’area. Non è sfuggito, infatti, che per settimane ciò che era all’interno del palazzo è finito nel piazzale, dove sono stati accumulati rifiuti vari. «La ditta incaricata ha già portato via qualcosa. E a breve arriveranno i cassoni con cui sarà trasferito tutto nelle opportune discariche». Nel frattempo «abbiamo provveduto a recintare l’area». Anche perché si sa che la Torre della Cigna si presta particolarmente bene alle occupazioni abusive.
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